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Telecom Italia, Bolloré più vicino

Ora è tutta in discesa la strada di Vincent Bolloré per l’ingresso in Telecom Italia da primo azionista, con una quota iniziale dell’8,5%. Con un (atteso) intervento dell’Antitrust argentino, si è sciolto ieri l’ultimo nodo formale per consentire il passaggio ai francesi di Vivendi, il gruppo dei media del quale Bolloré è presidente e maggiore socio, del pacchetto del gruppo delle telecomunicazioni. La holding Telco ha ricevuto il via libera alla scissione della partecipazione del 22,44% in Telecom tra i quattro soci: Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Telefonica. Quest’ultima girerà la sua quota a Vivendi concludendo la sua esperienza italiana. 
La stessa Telecom oggi guidata da Marco Patuano si avvia ancora una volta a cambiare equilibri. Una nuova stagione nella galassia Bolloré, l’imprenditore di origine bretone che dalla sua ha il fatto di aver pazientemente costruito negli ultimi 15 anni proprio in Italia il suo secondo mercato domestico, con una partecipazione stabile e ormai prossima all’8% in Mediobanca, una quota alle spalle della sola Unicredit.
Anche nelle ultime ore, Bolloré va ripetendo ad amici e conoscenti italiani, l’intenzione di giocare in Telecom il ruolo «affidabile» dell’«azionista industriale». La quota iniziale dell’8,5% sarà probabilmente arrotondata al 10-12% per dare un ulteriore segnale di impegno di lungo periodo. Con queste credenziali e rassicurazioni, Bolloré si presenterà entro l’estate alle Autorità italiane e probabilmente anche al governo di Matteo Renzi. Dove è alta l’attenzione sui destini della compagnia delle tlc, sempre più intrecciati con la partita sulla banda larga dei produttori di contenuti come la Mediaset di Silvio Berlusconi, del quale Bolloré è amico di lunga data e della Sky di Rupert Murdoch, con il quale invece i rapporti, almeno in passato, non sono mai stati distesi.
Ha ribadito di recente il presidente di Telecom, Giuseppe Recchi: «Rifiutiamo la logica che gli investimenti stranieri in Telecom siano pericolosi: chiunque porta capitali e competenze contribuisce a fare il nostro gruppo più forte. Per Recchi, una collaborazione fra Telecom ed Enel per la creazione della rete in fibra ottica «è una cosa che ha molto senso» e «i tecnici si stanno parlando in questi ultimi giorni».
Il progetto di scissione prevede che siano assegnate a quattro newco, interamente controllate da ciascuno dei quattro azionisti, le rispettive quote. I soci italiani hanno già dichiarato l’intenzione di disimpegnarsi. Gli spagnoli scambieranno le azioni con Vivendi per chiudere l’ acquisto della brasiliana Gvt.
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