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Telecom incassa il sì Agcom allo scorporo della rete

ROMA — L’operazione dello scorporo della rete Telecom è fattibile: la conferma ufficiale arriva dall’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ieri ha dato il via libera alla separazione tra la società di servizi e la società terza che dovrà gestire la rete telefonica fisica, quella che porta voce e dati nelle case dei cittadini. Sul tavolo dei commissari c’era il report dei tecnici dell’Agcom, realizzato negli scorsi mesi insieme allo staff di Telecom Italia, in cui si delineavano i tempi dell’operazione, il perimetro che avrà la nuova società, e la governance , che dovrà garantire l’equivalence of input , ovvero l’accesso eguale a tutti gli operatori sul territorio, mettendo fine a quello che rappresenta di fatto un residuo del monopolio di Telecom. Il responso dei commissari è stato positivo: la proposta è «attivabile», rispetta i requisiti fissati dal Berec, l’organismo europeo dei regolatori delle comunicazioni elettroniche.

Ora si fa sul serio. Telecom è invitata a fornire «ogni ulteriore informazione necessaria a consentire una approfondita analisi del progetto che costituisce un’esperienza con pochissimi precedenti a livello europeo». Il dossier confluirà in quella che viene definita «l’analisi coordinata dei mercati dell’accesso», che è prevista dal Codice delle comunicazioni elettroniche nel caso in cui un operatore con significativo potere di mercato presenti una proposta di separazione della rete d’accesso: l’analisi comincerà a settembre, e potrebbe concludersi entro l’anno. Sempre che la raccomandazione Ue annunciata dalla commissaria europea alle telecomunicazioni, Neelie Kroes, di cui si dovrà tenere conto, non rallenti un po’ il percorso. E sempre che lo studio dell’Agcom sul passaggio dal rame alla fibra, che sarà incorporato nell’analisi, non comporti la necessità di ulteriori approfondimenti. Il via libera non ha aiutato il titolo in Borsa, che ha chiuso invariato a 0,52 euro. E Telefonica, che detiene una quota pari a 46% in Telco (posizione che garantisce al gruppo spagnolo una partecipazione indiretta di 10,5% in Telecom Italia), ha assicurato che non è intenzionata a prendere il pieno controllo di Telco. Lo fa sapere il responsabile finanziario del gruppo iberico, Angel Vila: «La nostra idea è quella di mantenere l’attuale struttura del nostro investimento in Italia».

Ieri intanto l’Agcom ha varato anche un altro provvedimento atteso: lo schema di regolamento per la tutela del diritto d’autore sul web, che prima di diventare ufficiale dovrà rimanere pubblicato per 60 giorni e notificato alla Commissione europea. L’Autorità non punta a colpire gli utenti finali, cioè gli internauti che — spesso senza rendersene conto — scaricano contenuti protetti dal diritto d’autore. Ma piuttosto i pirati che riproducono opere e testi in grande scala e per fini di lucro. A far scattare il procedimento presso l’Authority dovrà sempre essere un autore danneggiato, quindi i commissari non potranno agire d’ufficio. E in ogni caso potranno intervenire solo se il gestore della pagina Internet, invitato a cancellare quanto «copiato», si rifiuta di farlo.

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