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Telecom, il garante Cardani sfida l’Ue “E’ giusto ridurre il fitto della rete”

Angelo Cardani, presidente dell’Autorità garante delle comunicazioni (AgCom), va avanti. La Raccomandazione che ha ricevuto due giorni fa dalla Commissione Ue non lo smuove dalla decisione – presa a luglio- di tagliare i prezzi di unbundling della rete Telecom (cioè quelli a cui i concorrenti possono affittarne la rete). «Nella nostra riunione di Consiglio del 19 credo sarà confermata la delibera che ha ridotto i prezzi».

Come siamo arrivati a questa Raccomandazione, che vi chiede invece di ritirare il taglio dei prezzi 2013?
«Nella delibera abbiamo tagliato un prezzo eccessivamente alto che i concorrenti dovevano pagare a Telecom per usarne la rete (e quindi offrire i servizi telefonici e Adsl agli utenti finali). Era troppo alto perché c’era stata (da parte della precedente AgCom) una sovrastima grossolana del costo di manutenzione delle linee fisse. Gli operatori concorrenti pagavano questo costo – all’interno dei prezzi di unbundling – in modo forfettario, indipendentemente dal numero di interventi fatti sulla rete. Ricordo che l’Antitrust ha aperto un’indagine su Telecom per un presunto cartello che ha portato a questa sovrastima dei costi».
Ma la Commissione non ha mai accettato il vostro approccio.
«La Commissione ci ha mandato una prima lettera in cui esprimeva “seri dubbi”. Visto che abbiamo deciso di non cambiare idea, la Commissione formalizzato la sua posizione con una seconda lettera, che è una Raccomandazione ».
Non vincolante per voi. Tuttavia, se non la adottate, potrebbe essere il primo passo verso una procedura di infrazione.
«Non mi aspetto una procedura. Sarebbe la prima volta in Europa per un caso che riguarda la decisione di una Autorità indipendente. Inoltre sono confortato da alcuni elementi».
Quali?
«Primo, il Berec – l’organismo dei regolatori europei delle comunicazioni – ha supportato la nostra decisione. La seconda lettera dell’Ue inoltre ha eliminato tutte le obiezioni secondarie che c’erano nella prima e si concentra solo su un punto. Dice che dovremmo tenere stabili i prezzi di unbundling in virtù di un ricalcolo – che dovremmo fare – del “Costo medio ponderato del capitale” riguardante Telecom (è uno dei fattori che incide sui prezzi che i concorrenti devono pagare). Ebbene, abbiamo provato ad adottare il metodo di calcolo della Commissione (diverso da quello scelto per ladelibera) e, dalle prime simulazioni, risultano prezzi simili – addirittura inferiori- a quelli decisi da noi».
Questo implica che manterrete i tagli per il 2013, su cui Telecom Italia ha protestato con forza?
«Lo deciderà il Consiglio del 19 dicembre, ma presumo sarà confermata la delibera. Ciò non toglie che per il 2014, 2015, 2016 potremmo decidere un aumento dei prezzi di unbundling. Non è una promessa: dipenderà dalle nuove analisi di mercato che faremo. Lo decideremo la prossima primavera ».
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