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Telecom, il cda ha deciso di vendere La7

MILANO — Telecom Italia va avanti con il processo di vendita delle controllata TiMedia. Dopo una riunione fiume, il gruppo presieduto da Franco Bernabè ha deciso di tagliare i rami secchi, anche se le due offerte ricevute non bastano neppure a ripianare i debiti della controllata. E così il cda ha deciso di vendere comunque ma ha preso ancora tempo su quale offerta scegliere, riservandosi la decisione finale il 7 febbraio quando insieme ai risultati del 2012 saranno approvate anche le linee guida del nuovo piano 2013-2015. Nelle prossime due settimane il direttore finanziario Piergiorgio Peluso dovrà sollecitare una proposta vincolante da parte di Urbano Cairo e a quel punto il consiglio deciderà se cedere solo la fonte delle perdite, ovvero le televisioni, e tenere i multiplex digitali in attesa di convertire queste frequenze per la telefonia, oppure cedere tutto al tandem di fondi Clessidra-Equinox.
In attesa di una soluzione definitiva, nessuno dei soggetti coinvolti nell’operazione si spiega come mai le azioni di TiMedia, che ancora ieri hanno guadagnato l’1,2% a 0,15 euro, continuino a salire. Se Telecom cedesse le televisioni a Cairo senza incasso monetario TiMedia avrebbe bisogno di una ricapitalizzazione, per cui il titolo dovrebbe accusare una penalizzazione. Se invece fosse l’offerta di Clessidra e Equinox a prevalere, la proposta economica presentata dai due private equity potrebbe non bastare a ripianare i debiti del gruppo che a dicembre sarebbero lievitati sopra quota 250 milioni. L’Opa che i fondi lancerebbero sulle minoranze di Ti-Media sarebbe quindi di molto inferiore rispetto alle attuali quotazioni di Borsa. Ma a prescindere da chi tra Cairo e Clessidra si aggiudicherà l’operazione, il cda ha deciso di chiudere comunque la disavventura delle televisioni, anche perché secondo le proiezioni più ottimistiche della stessa TiMedia, anche quest’anno La7 dovrebbe registrare 60 milioni di perdite a cui si aggiungeranno 15 milioni relativi a Mtv. Inoltre se Telecom non vendesse in tempi brevi la controllata, sarebbe costretta a ricapitalizzarla per un centinaio di milioni, ai sensi dell’articolo 2446 del codice civile. Del resto anche il fondo guidato da Claudio Sposito, una volta rilevata TiMedia, avrebbe pianificato di fare un aumento di capitale per ristrutturare e rilanciare l’attività.
Una volta chiusa la partita di Ti-Media, il cuore del nuovo piano industriale punterà tutto su nuovi tagli dei costi. Il mercato si aspetta che anche nel 2013 Telecom realizzi almeno mezzo miliardo di risparmi, in modo da mantenere stabili i margini nonostante il calo atteso del fatturato. Ridurre le spese è infatti l’unico modo per andare avanti nel piano di abbattimento del debito, che sotto l’attuale gestione è diminuito
di 10 miliardi. A questo proposito nei giorni scorsi l’ad di Telecom Marco Patuano avrebbe incontrato gli investitori precisando che la società vuole ridurre le spese per consumi energetici (che pesano per 400 milioni l’anno), risparmiare su affitti di immobili e torri (700 milioni) e ridurre le perdite dei servizi di customer care interni (300 milioni), i cui costi si possono ridurre del 30%.

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