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Telecom, i fondi ostacolano Vivendi

I fondi comuni di investimento si mettono di traverso frenando la marcia di avvicinamento di Vivendi al consiglio di Telecom Italia. Il comitato dei gestori di Assogestioni ha inviato ieri una lettera al presidente del gruppo telefonico, Giuseppe Recchi, per manifestare perplessità sugli effetti che produrrebbe sulla governance l’allargamento del consiglio chiesto dai francesi, e preoccupazione per l’ingresso di quattro rappresentanti di Vivendi.
In vista dell’assemblea convocata il 15 dicembre per deliberare sulla conversione delle azioni di risparmio Telecom, il gruppo presieduto da Vincent Bolloré ha chiesto un’integrazione dell’ordine del giorno per portare da 13 a 17 i membri del board e nominare consiglieri tre top manager del gruppo Arnaud de Puyfontaine (ceo), Stephane Roussel (coo), Hervé Philippe (cfo) e l’indipendente Felicité Herzog.
La posizione dei gestori è piuttosto critica e poiché i fondi hanno in mano la maggioranza del capitale di Telecom, il rischio che Vivendi non passi è concreto. Pur riconoscendo la legittimità della richiesta dei soci francesi, a cui fa capo il 20,1% del gruppo, Assogestioni ha chiesto a Telecom una valutazione della manovra sul consiglio (che gli farebbe perderebbe peso), ricordando come «nel recente passato di questa società sono già stati registrati fenomeni di sovra rappresentanza dei soci rilevanti nell’ambito del consiglio a scapito degli azionisti istituzionali». Chiede quindi a Telecom di esprimersi «sull’effettiva necessità di una integrazione del consiglio che porti il numero dei componenti dello stesso a ben 17», «sull’opportunità che siedano nel board tre rappresentanti operativi di un socio qualificato di “influenza notevole” che sarà così in grado di esercitare un’influenza ancora maggiore rispetto a quella derivante dalla percentuale del capitale in suo possesso, senza aver lanciato un’Opa», infine «l’opportunità di svincolare dal divieto di concorrenza i tre candidati» considerando che «Vivendi opera nello stesso settore di Telecom».
Che Assogestioni sia contro è abbastanza chiaro. Oggi Recchi riunisce il board del gruppo telefonico per ratificare la richiesta di Vivendi e non è escluso che dica qualcosa. Certo, l’opposizione dei fondi rappresenta un ostacolo importante. Ma all’assemblea mancano oltre 20 giorni e non si può escludere che la mossa dei gestori porti a trovare un percorso diverso che consenta a Vivendi di entrare nel board Telecom, lasciando inalterato il peso dei fondi, evitando così lo scontro .

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