Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Telecom: Fossati fuori dal consiglio

di Massimo Sideri

MILANO— È il primo effetto di rilievo delle nuove regole sulla partecipazione assembleare: la massiccia presenza dei fondi al meeting dei soci di Telecom Italia ieri non ha causato quel corto circuito che pure qualcuno aveva iniziato a temere alla vigilia, cioè il «rischio minoranza» per la lista Telco di maggioranza. Ma allo stesso tempo Marco Fossati, secondo socio con il 4,98%è rimasto fuori dal board, peraltro dopo aver votato contro il bilancio 2010. Era presente il 50,15%del capitale, un risultato che non si raggiungeva da tempo e che potrebbe in parte rimettere in gioco l’idea (diffusa) che le società si controllano di fatto con pacchetti azionari ridotti. Il nuovo consiglio che si riunirà oggi è dunque formato da 12 consiglieri di espressione Telco e tre di Assogestioni. Alla fine la lista di maggioranza ha avuto il 46,89%dei voti presenti. I fondi hanno raccolto invece il 39,35%, mentre la lista dei Fossati si è fermata all'11,76%rimanendo così esclusa. Teoricamente, dunque, se il secondo socio avesse appoggiato i fondi, Telco sarebbe finita in minoranza. Una fonte vicina ai Fossati ha fatto sapere che quello espresso in assemblea è stato un voto di «coerenza» e che, in ogni caso, sui rilievi relativi al bilancio l’idea è quella di non mollare. La questione è quella già oggetto di uno scambio epistolare tra Fossati e Galateri, ripetuto ieri prima del voto dall’avvocato di Findim, Franco Toffoletto: Telco avrebbe il controllo di fatto di Telecom come dimostrerebbe il fatto che esprime sempre la maggioranza del board. Toffoletto ha anche sollevato la questione del potenziale conflitto legato alla presenza dei consiglieri in quota Telefonica. Toffoletto ha ricordato come proprio l’intreccio azionario ha costretto Telecom a rinunciare a salire sopra il 50%di Telecom Argentina, salvo ora voler acquistare «ad un prezzo tre volte superiore all’opzione a cui ha rinunciato in precedenza» . Galateri ha replicato che proprio la massiccia presenza dei fondi ha dimostrato che Telco non ha il controllo. A poco è servita la mediazione di Sergio Cusani secondo cui è un peccato lasciare fuori una famiglia di grandi imprenditori come i Fossati. Ma le schermaglie non sono finite qui. Anche con il consigliere Luigi Zingales i toni sono stati cordiali ma tesi. Zingales ha chiesto di affidare ai consiglieri di minoranza la facoltà di approfondire le zone d’ombra ancora legate allo scandalo Sparkle. Galateri ha risposto che i consiglieri devono fidarsi del board e non fare i «commissari Poirot» sempre alla ricerca di eventuali malfattori. Infine rispondendo a Consob, Bernabé ha detto che «Non sono necessari provvedimenti urgenti e sommari» nei confronti di Luca Luciani» , nuovo direttore generale, e Riccardo Ruggero, entrambi indagati dalla Procura. Il board oggi nominerà Bernabè presidente operativo e Marco Patuano nuovo ceo. Galateri resterà consigliere in quota Generali ma non sarà nominato presidente di Telco.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’Europa è pronta a smembrare i colossi del Web che non rispetteranno le nuove regole sul digital...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessuna autorizzazione preventiva, o per meglio dire nessuna esenzione in bianco per salire oltre il...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Invenzioni, brevetti, e altre opere dell’ingegno sono sempre più un pilastro dell’economia mode...

Oggi sulla stampa