Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Telecom fa gola da Sawiris a At&t e Slim E il titolo sale dell’8%

Un’ennesima seduta con il botto in Borsa: +8,39%, che portano il titolo a 0,6 euro ad azione. Un’ennesima giornata in cui si sono rincorse le voci sui possibili soggetti interessati. Telecom Italia, designata preda del prossimo risiko delle Tlc, è stata nuovamente protagonista di Piazza Affari e dei rumors di stampa, che parlano ancora una volta di un interessamento da parte dell’americana AT&T, della messicana America Movil e stavolta anche di un ritorno alla ribalta dell’imprenditore egiziano Naguib Sawiris.
Si vocifera, infatti, che i principali azionisti di Telecom Italia, riuniti nella holding Telco, sono stati raggiunti da richieste di informazioni di alcune società di telecomunicazioni estere, ma al momento non ci sono state manifestazioni di interesse. A metà pomeriggio è arrivata la smentita di America Movil. Il direttore finanziario Carlos Garcia Moreno, contattato da Reuters , ha detto «categoricamente» che non ci sono stati contatti. Il rally del titolo, dopo la smentita della società del magnate Carlos Slim, si è ridimensionato fino al 3,5% per poi risalire di nuovo e portare il rialzo delle ultime cinque sedute al 25 per cento.
Unica cosa sicura è l’appuntamento del 19 settembre, giorno in cui è previsto il consiglio di amministrazione di Telecom Italia. Sempre secondo voci, in quella sede Franco Bernabè punta a presentare una proposta per il riassetto del gruppo. Proposta che potrebbe anche riguardare l’arrivo di un «cavaliere bianco». Ma che cosa dice ufficialmente il presidente esecutivo di Telecom Italia? Ieri Bernabè era per un evento a Bruxelles. Da lì è arrivato il «no comment» al possibile ingresso, attraverso un aumento di capitale riservato, di Naguib Sawiris. «Qualunque cosa si decida, se ci sarà qualcosa da decidere, sarà discusso nel momento opportuno e in particolare nel consiglio Telecom del 19 settembre e in quelli successivi. Ci sarà parecchio tempo per discutere». Certo è che il settore è in una fase di consolidamento, ha ammesso lo stesso Bernabè due giorni fa al Festival della letteratura a Mantova: «In Europa è necessario un consolidamento nel settore delle tlc».
Il tempo è propizio, anche per la coincidenza della finestra per comunicare le disdette in Telco, la holding che controlla il 22,4% di Telecom. Il patto scade nel febbraio 2015, ma consente ai soci di uscire dal capitale entro marzo 2014, annunciando la decisione entro il 28 settembre. Generali e Mediobanca non hanno fatto mistero della loro disponibilità a valorizzare la partecipazione mentre si aspetta un pronunciamento da Telefonica, maggior azionista della holding, che finora si è limitata a dire che preferirebbe lasciare lo status quo.
Marco Fossati, azionista di Telecom con poco meno del 5%, chiede che si chiuda l’esperienza di Telco e che il primo azionista Telefonica decida se uscire dal capitale o procedere con la fusione con Telecom. «La cosa peggiore che può capitare a Telecom è il mantenimento dello status quo – ha dichiarato in un’intervista a Reuters –. A mio modesto parere l’attuale società di controllo, Telco, così come è composta e con i risultati ottenuti nella sua governance degli ultimi 5 anni, non ha più ragione di esistere». «A livello nazionale – ha aggiunto – è mia personale convinzione che l’attuale governo italiano non ponga sostanziali vincoli».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Banche alla verifica degli stress test dopo il Covid. Quante sono le aziende affidate che hanno pos...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo 10 anni passati a riaversi dai traumi della crisi finanziaria 2008 e cinque a tagliare i risch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«È una riforma importante quella di cui stiamo discutendo in questi giorni — dice il neo presid...

Oggi sulla stampa