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Telecom dice no a Enel “Nessuna collaborazione”

MILANO.
Telecom Italia, che una rete telefonica ce l’ha già, si sente in «vantaggio» rispetto ad Enel, ed è pronta a competere «ad armi pari» con l’ex monopolista elettrico nelle aree a fallimento di mercato. «Siamo molto contenti che siano stati approvati tutti i bandi per la banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato – ha commentato ieri il presidente di Telecom Giuseppe Recchi – parteciperemo a tutte le gare che saranno messe in appalto». In proposito Recchi auspica che «ci siano contesti regolatori equivalenti per tutti», perché una maggiore «concorrenza nell’infrastruttura migliora la capacità di copertura del Paese, quindi è importante che le imprese siano messe tutte nelle condizioni di competere». Insomma Telecom pretende che, se Enel vuole diversificare nelle tlc, non abbia una corsia preferenziale. Viceversa, unire le forze, come più volte dichiarato dall’ad Francesco Starace, che invitava Telecom a partecipare a Open Fiber, per Recchi «non è all’ordine del giorno», così come al momento non è in agenda la quotazione delle reti di Sparkle. «La nostra società ha oggi 11 milioni di chilometri di fibra posata – ha precisato Recchi – ci consideriamo market leader nelle infrastrutture con amplissimo vantaggio. Il nostro mestiere è continuare a investire quanto previsto nel piano industriale. Siamo i più grandi investitori in Italia in qualsiasi settore di confronto vogliamo metterci ». In realtà, nonostante gli sforzi che Telecom sostiene di aver fatto sulle reti di nuova generazione, secondo gli analisti – anche a causa della sua orografia – l’Italia ha l’infrastruttura fissa più obsoleta d’Europa. Se quindi il divario da recuperare è ampio, gli esperti credono che questa volta alle promesse di Telecom seguiranno i fatti per tre buoni motivi: il primo è che l’azionista di riferimento di Telecom, ovvero la francese Vivendi, è un gruppo che crea, distribuisce e vende contenuti media che riescono a viaggiare solo sulle reti di nuova generazione; in secondo luogo, per portare avanti un piano di investimenti importanti Vivendi ha scelto di creare una discontinuità con la passata gestione, nominando ad Flavio Cattaneo, che a sua volta starebbe mettendo mano a tutte le prime linee del gruppo; infine il fatto che Enel sia scesa in campo – facendo un’offerta su Metroweb per accelerare i piani di Enel Open Fiber – costringe Telecom ad accorciare i tempi degli investimenti, perché raggiungere prima il cliente che chiede un servizio a valore aggiunto, è il modo migliore per non farselo rubare in futuro dalla concorrenza.
Giuseppe Recchi
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