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Telecom decolla sull’aumento per Sawiris ma occhi puntati sulle mosse di Telefonica

Mani forti sulla Telecom Italia in attesa degli sviluppi nell’azionariato di Telco. Ieri sul mercato sono passati di mano 550 milioni di pezzi e il titolo Telecom dopo essere stato sospeso per eccesso di rialzo ha chiuso con un progresso dell’8,6% a 0,60 euro. Volumi così sulla Telecom non si vedevano dal marzo 2007, ovvero da quando At&t e America Movil sioffrirono di rilevare la quota di Olimpia in mano alla Pirelli. Interpellato al riguardo il presidente di telecom Franco Bernabè ha rimandato tutte le decisione al cda già convocato del 19 settembre. La prospettiva di un aumento di capitale riservato all’ingresso del magnate egiziano Naguib Sawiris piace agli investitori di Borsa che temono sia per un declassamento della qualità del debito del gruppo, sia per la tenuta dei margini di profitto a livello domestico. A questo proposito Sawiris, oltre ad aver manifestato il suo interesse a Bernabè, che si appresta a illustrare al cda del prossimo 19 settembre i contorni di questa proposta, avrebbe già preso i primi contatti informali anche con Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Generali e Telefonica. Dopo che lo scorso novembre le avance dell’ex patron di Wind erano stata respinte con freddezza dai soci di Telco, questa volta Sawiris si sarebbe rivolto all’imprenditore franco-tunisino Tarak Ben Ammar e, su suo consiglio, avrebbe cercato di passare per le vie ufficiali, proponendosi con intenzioni amichevoli.
I soci italiani che hanno già ricevuto gli emissari di Sawiris restano però convinti che l’ultima parola spetti a Telefonica, in quanto secondo l’ad di MediobancaAlberto Nagel, ma anche per Generali e Intesa, è vitale che i futuri assetti di Telecom facciano capo a un socio industriale. Una convivenza tra Sawiris e Telefonica alla guida di Telecom appare invece poco probabile, pertanto ancora prima che il cda esamini la proposta del magnate egiziano, l’opzione preferita dai soci Telco sarebbe quella in cui Telefonica, dopo aver rilevato le quote in mano agli italiani, assuma anche lagestione operativa del gruppo italiano. A questo proposito Cesar Alierta starebbe esaminando tutte le opzioni sul tavolo, ma non avrebbe preso ancora una decisione. Il presidente di Telefonica vuol difendere la sua posizione in Brasile da una parte, ma dall’altra deve tenere conto anche del delicato equilibrio finanziario del colosso iberico e delle necessità dei suoi maggiori azionisti. Una fusione con Telecom Italia, infatti,comporterebbe il consolidamento dei 29 miliardi di debito netto della società nel gruppo spagnolo che ne annovera già 52 nel suo bilancio.
Bernabè, oltre ad aver raccolto la proposta di Sawiris che si propone come partner industriale, avrebbe sondato anche l’interesse di altri possibili investitori pronti a entrare in Telecom come soci finanziari di lungo termine, e a questo proposito in ambienti finanziari circola il nome del fondo del Qatar che tra le altre cose ha recentemente investito a fianco della Cassa Depositi e Prestiti. A questo proposito ieri Slim ha smentito le voci circa un suo possibile interesse per Telecom, mentre fonti finanziarie vicine ad At&t riferivano che il colosso Usa adesso si sarebbe concentrato su altri dossier in Europa, tra cui spicca il nomedi Vodafone.
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