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Telecom congela lo scorporo della rete

Stop temporaneo al progetto di scorporo della rete in attesa di verificarne le condizioni. È questo l’esito del cda Telecom, convocato in via straordinaria in serata per valutare l’impatto del taglio delle tariffe di unbundling deliberato dall’Agcom per il 2013. «Nel ribadire l’importanza del progetto non solo per Telecom Italia, ma per lo sviluppo del sistema di telecomunicazioni del Paese, il cda ha preso atto che le incertezze introdotte dalle recenti decisioni dell’Agcom rischiano di comprometterne la fattibilità – si legge in una nota emessa al termine – Ha pertanto deliberato che, prima di procedere a ulteriori fase implementative dello stesso, sia verificata la coerenza dei contenuti e del percorso regolatorio con le assunzioni alla base del progetto». Giovedì il consiglio dell’Authority dovrebbe discutere i riflessi sul procedimento in corso, con la conclusione della fase di pre-istruttoria prevista per fine mese. Oggi invece è prevista un’audizione alla Camera del presidente esecutivo Telecom, Franco Bernabè.
La delibera del board Telecom è da interpretare in senso politico, come è da interpretare in senso politico la nota del l’Agcom che ieri a metà giornata era tornata sul tema del taglio alle tariffe 2013 (“pietra dello scandalo” che ha suscitato anche la reazione dei piccoli azionisti-dipendenti del l’Asati), smentendo una connessione col tema dello scorporo. Bernabè aveva presentato lo spin-off della rete d’accesso come un progetto di “sistema”, utile a ribaltare la logica di un mercato che si impoverisce e dove la guerra a colpi di ribasso dei prezzi rischia di lasciare sul campo solo vinti e nessun vincitore. Ovviamente Telecom ha un interesse aziendale nella partita. L’obiettivo era allentare i vincoli regolamentari che gravano sugli ex monopolisti e recuperare flessibilità operativa e inoltre, societarizzando la rete d’accesso, tenersi aperta la possibilità di far entrare investitori istituzionali nel capitale per accelerare gli investimenti.
L’esordio ufficiale del progetto non ha sortito però gli esiti sperati. L’Agcom non ha considerato come una notifica la comunicazione dell’azienda del 30 maggio e ha aperto invece una “pre-istruttoria” per acquisire informazioni. Secondo Telecom l’Authority avrebbe dovuto invece avviare da subito una consultazione pubblica e tenerne conto già nel fissare le tariffe 2013.
Bernabè continua a considerare lo spin-off una mossa nella giusta direzione, ma se il progetto viene “osteggiato” mancherebbero i presupposti per proseguire su questa strada, un’ipotesi sulla quale il socio “industriale” Telefonica si era peraltro astenuto. Anche l’Agcom ha ribadito ieri che «continua a mantenere il giudizio globalmente positivo già espresso», precisando inoltre che i canoni proposti «si riferiscono al solo 2013 e non hanno un legame diretto con quelli del triennio successivo». Niente di nuovo rispetto a quanto già detto, ma un segnale, appunto, a favore del proseguimento del progetto di scorporo della rete d’accesso.
Tuttavia, il taglio delle tariffe che, se confermato, costerà a Telecom 110 milioni di ricavi ed Ebitda in meno, costituirà di fatto una base anche per il futuro. In queste condizioni, è la posizione dell’azienda, sarebbero messi a rischio non solo lo scorporo, ma anche investimenti e occupazione. Posizione forse estremizzata che però ha trovato ascolto in consiglio.
Nel comunicato diffuso ieri, l’Agcom ha precisato che le tariffe 2013 «non influenzano la valutazione circa l’impatto dello scorporo della rete sulla regolamentazione futura», che i prezzi del triennio successivo «sono oggetto di un distinto procedimento», che la futura disciplina dei servizi d’accesso «dovrà tener conto di due importanti novità: la proposta di scorporo avanzata da Telecom il 30 maggio e la prevista entrata in vigore della Raccomandazione Ue». «A settembre», prospettava la nota, l’Authority «avvierà un’analisi coordinata dei mercati dell’accesso» e in quel contesto saranno anche fissati i prezzi dei servizi in rame – eventualmente estendibili fino al 2017 – che «in linea con quanto prevede la bozza di Raccomandazione, avranno una traiettoria sostanzialmente stabile». Secondo alcune stime il prezzo dell’unbundling potrebbe collocarsi intorno a 9,10 euro nel 2016, partendo dalla base fissata per il 2013 di 8,68 euro.

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