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Telecom «congela» il piano sulla rete

Telecom Italia ci ripensa e congela il piano di scorporo della rete. Con una mossa a sorpresa il presidente del gruppo telefonico Franco Bernabè ha convocato ieri sera un consiglio straordinario per riesaminare l’operazione di spin-off avviata lo scorso maggio. È la risposta al taglio del canone di affitto dell’ultimo miglio comunicato giovedì dall’Agcom e duramente contestato dal gruppo telefonico, che in una nota diffusa a monte della riunione dell’Authority aveva quantificato in 110 milioni di euro il danno da minori incassi, lasciando intendere che si sarebbe riservata di valutare l’impatto della manovra tariffaria sul processo di separazione dell’«ultimo miglio».

La valutazione, a quanto pare, ha indotto Telecom a sospendere temporaneamente il progetto per avviare con gli uffici dell’Authority guidata da Marcello Cardani le verifiche sul percorso regolamentare. «Il consiglio ha preso atto che le incertezze introdotte dalle recenti decisioni dell’Agcom rischiano di comprometterne la fattibilità — ha comunicato Telecom al termine della riunione che ha deciso di congelare lo scorporo —. Ha pertanto deliberato che, prima di procedere ad ulteriori fasi implementative dello stesso, sia verificata la coerenza dei contenuti e del percorso regolatorio con le assunzioni alla base del progetto».

Il gruppo telefonico non si attendeva il taglio. La notifica dell’operazione all’Agcom avrebbe dovuto portare, secondo Telecom, a uno stop al processo di revisione delle tariffe in attesa della definizione da parte dell’Autorità del quadro generale all’interno del quale procedere con lo scorporo delle rete. Gli uffici di Cardani hanno tuttavia ritenuto che non fosse dovuta alcuna sospensione e dunque hanno deciso il taglio. Che vale per il solo 2013 e non pregiudica il processo di spin-off, ha chiarito ieri l’Agcom in una nota, in cui spiega che «con una decisione più rispondente ai costi effettivi, l’Autorità ha inteso gettare le basi più opportune per una valutazione adeguata del progetto di separazione della rete per il quale continua a mantenere il giudizio globalmente positivo già espresso».

Lo stop momentaneo alla separazione dell’infrastruttura è stato stigmatizzato dai concorrenti (Vodafone, Wind e Fastweb) i quali in una nota congiunta hanno definito «sorprendente» la scelta di Telecom, adombrando il dubbio «se quello che veniva presentato come una misura industriale necessaria per vivificare il mercato e la concorrenza, non sia stato in realtà un espediente per mettere un’indebita pressione sull’Autorità allo scopo di condizionarne le decisioni».

A dirimere la questione sarà Bruxelles a cui, come di prassi, Cardani ha trasmesso il provvedimento sulle nuove tariffe. La Commissione ha 30 giorni di tempo per fare osservazioni o dare parere favorevole. Quindi entro Ferragosto si saprà se la rete è destinata a restare ancora in Telecom o ripartirà il processo di scorporo.

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