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Telecom conferma i target «Più investimenti in Brasile»

Business as usual. Bisogna farsene una ragione. Sfumato il progetto di rafforzarsi in Brasile con Gvt – irrevocabilmente sfilata da Telefonica – per l’ad di Telecom Italia, Marco Patuano, l’impegno per ora è rivolto all’implementazione del piano industriale varato un anno fa. Alla giornata di focus sul settore tlc media, organizzato a Londra da Deutsche Bank, Patuano ha confermato che il gruppo porterà avanti il piano che da qui al 2016 prevede di migliorare i margini nel concorrenziale mercato domestico e investimenti anche in Brasile dove si sta aprendo l’asta per il 4G. Il manager ha sottolineato che Telecom continuerà a porre la propria attenzione sul debito. Così anche le operazioni di merger and acquisition saranno condotte nel rispetto della disciplina finanziaria: rilancio su Gvt oltre i 7 miliardi offerti era impensabile, nonostante ci fosse già l’assenso del consiglio. Sul mercato domestico – ha detto Patuano nella conference londinese – Telecom «vede chiari segnali di miglioramento per il secondo semestre». E sul Brasile resta il «focus sullo sviluppo e gli investimenti», a prescindere dalla sfumata operazione straordinaria su Gvt, che non era inclusa nel piano triennale.
Resta da capire se avrà sviluppi la mossa di Oi che a fine agosto, alla vigilia del cda Telecom sulla proposta da inoltrare a Vivendi per la rete in fibra ottica brasiliana, ha ufficializzato il mandato alla banca d’affari brasiliana Btg Pactual di studiare un piano di acquisto della quota di Telecom Italia in Tim Participaçoes, holding quotata di Tim Brasil. Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, l’ad di Telefonica Brasil, Antonio Carlos Valente, in trasferta a Brasilia (dove hanno sede le Authority, oltre che il Governo) ha affermato che il gruppo spagnolo, impegnato in trattative in esclusiva per rilevare Gvt da Vivendi, «non ha niente a che fare» con l’annunciata proposta di Oi per Tim, né con discussioni per un possibile spezzatino della controllata di Telecom Italia.
Nel frattempo, sul fronte domestico, è da registrare l’intervento di Innocenzo Cipolletta nel dibattito su possibili scenari che coinvolgono Telecom. In un’intervista a “Formiche.net”, l’economista ha auspicato un ruolo per il Fondo strategico della Cdp.
Una fusione con Mediaset invece, secondo Cipolletta, è da escludere perchè «il problema di Mediaset resta sempre il riferimento a un personaggio politico che muove una forza politica non secondaria». Telecom, ha ricordato, «è un’azienda in cui i principali azionisti hanno dichiarato di voler uscire: hanno promesso di farlo gli istituti finanziari presenti in Telco alla scadenza del patto di sindacato, e lo ha annunciato Telefonica una volta chiusa la partita in Brasile con l’acquisto di Gvt». Quanto alla compagnia, Cipolletta ritiene che «sarebbe opportuno avere un operatore più forte e meno indebitato». Nel settore della telefonia «c’è un’esigenza di accorpamento già in atto nel resto dell’Europa», e «se ci sarà un disegno di aggregazione per Telecom sarebbe opportuno ci sia un fondo, pubblico o privato, che possa collaborare alla definizione di una strategia che oggi gli azionisti non hanno».

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