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Telecom-Cairo, per «La7» si tratta su tre garanzie

La trattativa è serratissima e, pare, già a buon punto tanto che Urbano Cairo spera di definire il contratto d’acquisto per La7 entro il fine settimana. Ieri c’è stato un fitto scambio tra gli advisor di Lazard e gli avvocati dello studio Bonelli Erede Pappalardo, per conto dell’editore alessandrino, con i manager di Telecom, Nicola Verdicchio e Antonino Cusimano a cui Franco Bernabè ha affidato la definizione del contratto.
In campo c’è anche Cairo in prima persona, visto che uno dei quattro allegati su cui si sta concentrando in questi giorni il lavoro riguarda anche la pubblicità, settore su cui il patron del Torino ha costruito la sua fortuna. In particolare uno dei nodi sul tavolo riguarda il minimo garantito di Telecom Italia a La7, ovvero il budget pubblicitario che il gruppo telefonico assicurerebbe alla tv. Si tratta circa 15-16 milioni di euro che con il passaggio di proprietà la società guidata da Bernabè vorrebbe ridurre a circa un terzo. Sul tavolo c’è anche l’affitto dei mux, i multiplex per il digitale terrestre su cui trasmette La7. Cairo ha chiesto un forte sconto, su cui si sta trattando. I multiplex oggi garantiscono a Telecom un margine netto di circa 50 milioni di euro l’anno e uno dei motivi per cui l’offerta di Cairo è stata preferita a quella di Clessidra è aver lasciato a Telecom i mux che possono essere così meglio valorizzati. Ma il loro valore è legato al ritorno economico. Dunque un forte sconto non sarebbe senza effetti.
C’è poi un’altra questione sul tavolo, molto delicata, relativa al personale di La7. L’editore vorrebbe venisse in parte assorbito da Telecom così da rendere più «leggero» il piano di ristrutturazione e rilancio del canale televisivo. Ieri i sindacati hanno incontrato i vertici aziendali di Telecom Italia Media ai quali hanno chiesto garanzie sui livelli occupazionali, minacciando «forti iniziative di lotta e mobilitazione», hanno fatto sapere con un comunicato, se non dovessero esserci. Aria di mobilitazione si inizia a respirare, però, anche ai piani superiori dove in previsione ci sarebbero 5.500 tagli entro il prossimo anno, per ridurre i costi e aumentare l’efficienza, come ha rivelato la Fistel Cisl ieri al termine di un incontro con l’azienda.
Cairo è sicuro che i tasselli andranno a posto rapidamente e che il contratto finale di acquisto, che gli advisor si sono già scambiati più volte per le verifiche e le limature, entro la fine di questa settimana sarà pronto. In questo caso Telecom Italia Media potrebbe convocare il board la prossima settimana, anche se in programma c’è già una riunione il 4 marzo, ma con un ordine del giorno piuttosto affollato. Il closing non sarà tuttavia immediato. Il perfezionamento è previsto per maggio. Tra il via libera del board e il trasferimento vero e proprio ci sono infatti dei passaggi obbligati, tra cui la notifica all’Antitrust per verificare eventuali concentrazioni, e all’Authority per le Comunicazioni a cui spetta controllare se con La7 i ricavi del gruppo Cairo rispettano o meno il tetto del 20% del Sic, il sistema integrato delle comunicazioni che nel 2010 — ultima rilevazione — valeva circa 21 miliardi. Visti i numeri in gioco dovrebbe trattarsi di pure formalità. Che richiedono tuttavia un lavoro di analisi e verifica. Quindi tempo.
Intanto in Borsa prosegue il recupero del titolo Ti Media, che ieri ha guadagnato un altro 5% spinta dall’ipotesi di cancellazione del debito infragruppo da parte di Telecom, pari a 260 milioni, con cui verrebbe azzerata di fatto l’esposizione della società. E’ una derivata delle richieste di Cairo, che vuole La7 ripulita dei debiti e con una dote di circa 95 milioni. Il primo passaggio è l’assunzione da parte di Ti Media dell’intero debito, poi la cancellazione che renderebbe possibile alla società di trovare anche la dote da trasferire a La7. Su questo punto ci sarebbe già l’accordo delle parti, vista anche la convenienza per Ti Media che eviterebbe l’aumento di capitale.

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