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Telecom, Bernabè stoppa Fossati In Borsa il titolo ai minimi storici

Botta e risposta tra il presidente di Telecom Italia Franco Bernabè e la Findim della famiglia Fossati che, con il suo 4,9%, è il secondo azionista del colosso di telefonia. Bernabè ha risposto con una lettera alle richieste di Marco Fossati, che aveva pesantemente criticato l´attuale gestione chiedendo di inserire all´ordine del giorno dell´assemblea del prossimo 17 aprile modifiche della governance: un chiaro attacco al management. Nella replica il numero uno di Telecom precisa che non sottoporrà la questione al voto dei soci. Secondo Bernabè, i temi sollevati dall´azionista non sono formalmente di competenza dell´assemblea, perché riguardano questioni gestionali e di governante che invece andrebbero discusse in consiglio. Oltre la sfiducia ai manager, Fossati aveva chiesto a Bernabè di far votare in assemblea una modifica dello statuto che desse maggiore rappresenta ai soci di minoranza oltre Telco (a cui spettano quattro quinti dei rappresentati del cda), e la modifica dell´articolo 22 dello statuto che riguarda la golden share, in linea con le direttive europee che invece bandiscono questo tipo di limitazioni.
«La richiesta di integrazione è la chiara espressione della volontà di Findim di cercare in sede assembleare – spiega la società in una nota – senza invasione delle specifiche competenze degli organi e rinunciando a sottoporre in via unilaterale un progetto di modifica statutaria, una comune linea di indirizzo su temi chiave, linea che interpreti l´interesse sociale anche attraverso il contributo di approfondimento del Consiglio e dei soci». Insomma, secondo Fossati, Bernabè si attacca alla forma perché non ha coraggio di misurarsi in assemblea sulla sostanza, che è quella di una gestione che non saputo creare valore. «Il presidente esecutivo, senza investire della questione il consiglio, ed avvalendosi di argomenti di carattere formalistico – incalza Fossati – si sottrae al confronto e priva i soci del loro potere di indirizzo».
Dalla dialettica tra Bernabè e Fossati, si chiama fuori Telco, azionista con il 22,4% di Telecom, che pur avendo ben chiare le problematiche di un´azienda che da anni registra una contrazione dei margini, ancora recentemente ha supportato responsabilmente il management approvando da una parte il piano industriale e rinunciato dall´altra a metà dei dividendi. Questo non significa che i soci Telco, che più di Fossati hanno investito nel gruppo, non siano comunque a vario titolo scontenti dei risultati di questa gestione, tant´è che nel 2011 avevano affiancato a Bernabè l´ad Marco Patuano, che ugualmente non ha conseguito a livello domestico i risultati sperati.
Fatto sta che, nonostante l´intervento di Fossati fosse mirato a ridare smalto alle quotazioni di Telecom, ieri il mercato ha reagito male alla notizia delle nuove tensioni sul management del gruppo e sull´azionariato, ignorando invece la positive novità emerse sul fronte sindacale. Nonostante il gruppo abbia raggiunto un accordo su 3.000 esuberi, il titolo ha segnato il nuovo minimo storico a 0,53 euro, per poi chiudere in calo del 2,9% a quota 0,54 euro.

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