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Telecom, Bernabè lascia e accusa i soci

«Cari colleghi, il legame profondo che mi lega alla nostra azienda e a tutti noi, che è nato con la battaglia contro l’Opa Olivetti e mi ha spinto a rientrare nel 2007…». Comincia così la lunga lettera che Franco Bernabè ha inviato ieri ai suoi dipendenti in Telecom Italia prima di rassegnare le dimissioni da presidente. Gli stessi concetti sono stati espressi di fronte agli altri consiglieri nella sede milanese del gruppo in Piazza degli Affari 2, alla presenza anche di Cesar Alierta, il presidente di Telefonica, e Julio Linares.
Tra le motivazioni dell’uscita Bernabè ha sottolineato l’impossibilità di avviare il percorso dell’aumento di capitale (in alternativa, per l’ingresso riservato di un socio o aperto al mercato) che «non ha trovato il supporto dei soci riuniti in Telco». «È per questo motivo che ho deciso di fare un passo indietro, non senza avere rappresentato al board la necessità di dotare la società dei mezzi finanziari necessari a sostenere una strategia di rilancio».
L’incontro dei consiglieri si è tenuto sostanzialmente in due parti: nella prima ci sono state le dimissioni di Bernabè. Nella seconda il board ha continuato la seduta sotto la guida del vicepresidente Aldo Minucci per mettere le basi del dopo-Bernabè. In tutto il consiglio è durato circa cinque ore, in un clima che Minucci ha definito «sereno».
Il consiglio ha fatto sapere di avere «avviato il processo volto all’individuazione del nuovo presidente della società». Una partita che, come già emerso, si sta giocando sostanzialmente con un unico candidato, cioè l’amministratore delegato delle Poste, Massimo Sarmi. Anche se ieri il direttore generale di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè, consigliere in Telecom, ha detto: «Confido che il management attuale sia in grado di sviluppare il potenziale del gruppo», a conferma del disallineamento su Sarmi rispetto agli altri soci Telco (Mediobanca, Generali e, nella pratica, Telefonica, anche se il gruppo in questa fase ha lasciato la governance al fronte italiano).
«Nel frattempo», ha detto in un comunicato Telecom, «le deleghe e le attribuzioni organizzative già assegnate a Bernabè sono state provvisoriamente attribuite all’amministratore delegato, Marco Patuano». Il presidente uscente riceverà il trattamento a cui avrebbe avuto titolo sino a naturale scadenza del mandato (compenso fisso, variabile, benefit e altri compensi a equilibrio degli oneri fiscali applicabili ai benefit tassati), per un onere complessivo di circa 3,7 milioni di euro. Ma a questi vanno aggiunti 2,9 milioni per un «accordo di non concorrenza di durata pari a 12 mesi».
Infine, in sostituzione del dimissionario Elio Catania, è stato cooptato come consigliere indipendente Angelo Provasoli, presidente di Rcs MediaGroup.
L’iter, che dovrebbe portare a un nuovo presidente per il gruppo telefonico, dovrebbe richiedere ancora qualche giorno.

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