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Telecom, ancora guai dal Brasile

MILANO — La telenovela brasiliana è iniziata e il timore che i guai di Tim Brasil possano durare più del previsto, hanno spinto le quotazioni di Telecom Italia sui minimi di sempre (-4,2% a 0,62 euro). Ieri il Tribunale civile di Brasilia ha infatti respinto il ricorso d’urgenza richiesto dalla controllata Tim Cellular, che mirava a bloccare la decisione dell’Anatel (l’autorità per la telefonia) che ha vietato alla società di stipulare nuovi contratti in 19 su 27 stati. Il secondo operatore di telefonia mobile carioca, a giudizio dell’Authority, offre una copertura inadeguata e un segnale insufficiente, per cui l’Anatel ha vietato a Tim di reclutare nuovi clienti finché non avrà risolto i problemi tecnici rilevati in queste aree.
Il gruppo, che dallo scorso maggio è guidato ad interim Andrea Mangoni, non solo respinge le accuse dell’Anatel, ma fa notare come avendo per lo più una clientela mobile che si avvale di contratti prepagati, se il segnale fosse inadeguato gli utenti migrerebbero velocemente verso un nuovo operatore. Tendenza che non si è verificata, dato che Tim Brasil ha aumentato leggermente le sue quote di mercato. A riprova della bontà dei servizi della controllata di Telecom, pare che nei giorni si siano registrate sottoscrizioni da record, proprio in alcuni di quei 19 stati dove dai ieri l’Anatel ha vietato a Tim di stipulare nuovi contratti. Oggi, intanto, una delegazione di manager locali insieme a Mangoni, si recherà presso gli uffici dell’Anatel per illustrare nel dettaglio il piano industriale del gruppo, che ha previsto 9 miliardi di real di investimenti in tre anni. Domani invece, il presidente di Telecom Franco Bernabè sarà ricevuto sia dal presidente dell’Antel sia dal ministro delle telecomunicazioni carioca, per chiarire alle istituzioni locali quali sono i progetti di crescita di Tim Brasil nell’immediato futuro.
Telecom è fiduciosa di riuscire a risolvere per le vie diplomatiche la diatriba con l’Anatel. Tantopiù che ieri anche il giudice di Brasilia, pur rigettando il ricorso, auspicava che l’Autorithy risolvesse velocemente la questione con il gruppo telefonico, pur nel rispetto dell’interesse della
clientela di Tim. Il fatto è che anche in vista delle Olimpiadi 2014, il governo carioca starebbero facendo pressioni, a vario livello, per stimolare gli investimenti nel Paese. Se a questo si somma il fatto che la crescita del Brasile sta rallentando e che il real inizia a svalutarsi, ecco come anche il quadro economico di uno degli stati più promettenti del mondo, si stia facendo più competitivo.
Ufficialmente Telecom nega la necessità e l’opportunità di maggiori investimenti sulla rete carioca, tuttavia il gruppo potrebbe trovare una soluzione di compromesso anticipando al prossimo anno, buona parte dei 9 miliardi di real (3,6 miliardi di euro) che ha programmato entro il 2014. Infine, le recenti difficoltà incontrate, avrebbero indotto Bernabè ha ampliare la rosa dei candidati selezionati per la guida di Tim Brasil e così l’arrivo del nuovo amministratore delegato, che era previsto per i primi di agosto, rischia di slittare di qualche settimana.

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