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Telecom allo scontro con Agcom

La decisione Agcom di abbassare i prezzi dell’affitto della rete in rame per il 2013 è stata accolta con molto malumore in Telecom. Il conto per l’operatore dominante è dell’ordine di 110 milioni di ricavi in meno, tutto margine Ebitda visto che i costi restano fissi. Ma il punto è che la base di prezzi fissata per il 2013 fungerà in qualche modo da riferimento per le proiezioni sui prossimi anni e quindi anche sulle stime dei valori economici – che non sono mai state divulgate – dell’ipotizzata newco nella quale trasferire la rete d’accesso.
Piove sul bagnato. Perché al consiglio del 1° agosto (ma potrebbe anche essere convocato un consiglio straordinario prima), dove sarà esaminata una semestrale che si preannuncia non brillante, arriveranno anche gli esiti dell’impairment test sugli avviamenti. Al board saranno portate nuove analisi, alla luce delle ultime novità, sul progetto di scorporo della rete e che si valuterà se proseguire o meno su questa strada. Una nota Telecom, emessa ieri in serata, avverte infatti che la decisione dell’Agcom «avrà un impatto materiale sui conti che dovrà essere valutato dal cda sia per quanto riguarda l’impatto sui programmi di investimento sia per quanto riguarda il percorso di societarizzazione delle rete di accesso. Un progetto del quale si conferma la validità, anche alla luce degli orientamenti comunitari, ma che la decisione di Agcom mette fortemente a rischio».
Cosa ha deciso ieri l’Authority presieduta da Angelo Cardani? Un taglio delle tariffe che preoccupa l’incumbent, che la ritiene in contrasto con la politica auspicata dalla Ue di mantenere alti i prezzi del rame per incentivare gli investimenti, e che invece dal principale concorrente sul fisso, Wind, è stato salutato come una mossa nella giusta direzione – perché per la prima volta i prezzi si muovono verso il basso e non verso l’alto – ma che ancora non soddisfa: «In sostanza, un’occasione mancata». Il canone del Bitstream (affitto del doppino su cui innestare l’elettronica Adsl) per il 2013 cala da 19,50 a 15,14 euro (-22,36%), il canone Ull (affitto del doppino) da 9,28 a 8,68 euro (-6,47%), il servizio Wrl (affitto della linea telefonica all’ingrosso) da 11,70 a 11,14 euro (-4,79%). La proposta, spiega una nota dell’Authority «viene inviata a Bruxelles per il consueto parere. Successivamente, comunque ben prima della fine dell’anno, l’Autorità assumerà la decisione finale».
Contemporaneamente il Cocom, l’organismo dove sono rappresentati gli Stati membri della Ue, ha approvato, confermandone l’impianto, la bozza di Raccomandazione Kroes sullo sviluppo delle reti di nuova generazione, che a questo punto dovrà solo passare in Commissione Ue per l’approvazione definitiva: l’entrata in vigore è prevista per settembre. Neelie Kroes, vice-presidente della Commissione con responsabilità per l’agenda digitale, ha auspicato dal suo blog che le politiche regolatorie nazionali possano convergere e così mantenere stabili i prezzi del rame.
Nella nota diffusa in serata Telecom contesta che la delibera Agcom «presenta evidenti profili di contrasto rispetto al quadro europeo», che «l’intervento dell’autorità si pone in controtendenza rispetto a un percorso che negli ultimi anni ha portato a un allineamento del canone Ull di Telecom Italia alla media ponderata dei principali Paesi europei (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito), attualmente pari a 9,29 euro al mese», che «la proposta risulta del tutto contraria agli orientamenti della Commissione europea, che auspica la stabilità dei canoni Ull, nonchè alle tendenze in atto nei principali Stati membri, le cui Autorità hanno recentemente approvato canoni Ull 2013 in crescita rispetto al 2012 (Germania, Francia e Spagna) o sostanzialmente stabili (Regno unito)». In definitiva Telecom si riserva di presentare le proprie osservazioni a Bruxelles preannunciando che, se la decisione fosse confermata, «ricorrerà presso le competenti sedi giurisdizionali» (cioè al Tar).

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