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Telecom, accordo con F2i per la fibra ottica a Milano

di Antonella Olivieri

Non solo conti. Il consiglio di Telecom Italia, che si è riunito ieri pomeriggio a Milano, ha infatti deciso anche di dare il via libera al progetto di costituire una società insieme al fondo F2i, per portare la fibra ottica dalle cantine all'interno delle case e degli uffici milanesi. Nella newco che, almeno per ora, sarà operativa solo nel capoluogo lombardo dove F2i può già contare sulla struttura in fibra ottica di Metroweb, il gruppo guidato da Franco Bernabè avrà una partecipazione di minoranza di entità ancora da definire, ma comunque non superiore al 40%.

La maggioranza farà invece a capo al fondo di Vito Gamberale che oggi controlla l'80% di Metroweb tramite F2 reti, a sua volta partecipata all'87,5% da F2i e al 12,5% da Intesa-Sanpaolo. Il restante 20% dell'infrastruttura cittadina è invece in mano alla multiutility municipale A2A, destinata a salire al 25,7% del capitale nell'ambito di un riassetto dell'azionariato che vedrà l'ingresso di Fastweb (oggi di Swisscom) con una quota di poco superiore all'11%, accanto al management con una partecipazione di circa il 2%.

Non è dunque in discussione, al momento, l'ingresso di Telecom Italia nel capitale di Metroweb: la strada tracciata con la decisione di ieri è invece quella di una partership industriale nel campo infrastrutturale. La nuova joint venture si occuperà infatti di collegare le abitazioni con la rete ottica di Metroweb, posando fibra "spenta" da affittare agli operatori telefonici, anche diversi da Telecom, a condizioni necessariamente non discriminatorie. Il progetto prevede di cablare 36mila edifici a Milano, pari a più dell'80% degli immobili della città.

L'iniziativa risponde probabilmente anche agli auspici del direttore corporate di Intesa, Gaetano Miccichè, che ieri, in merito all'invito formulato a Telecom dall'ad di Mediobanca Alberto Nagel a considerare anche la crescita esterna tramite operazioni di M&A, è tornato sull'argomento, confermando di essere d'accordo ma precisando che «più che di shopping si potrebbe parlare di joint venture».

I conti dei primi nove mesi, esaminati ieri dal cda Telecom, saranno illustrati oggi in conference call. A livello consolidato, le stime di consensus degli analisti per il terzo trimestre vedono utili in crescita del 12,6% a 685 milioni, ricavi in aumento dell'11,9% a 7.470 milioni e indebitamento finanziario netto attorno a 30.501 milioni, rispetto ai 32.985 milioni di fine settembre 2010.

Le controllate dell'America latina hanno già diffuso le indicazioni sull'andamento dei primi nove mesi la settimana scorsa, evidenziando entrambe – Tim Brasil e Telecom Argentina – incrementi a due cifre che conferma come l'estero sia il vero motore di crescita. In particolare, da segnalare il terzo trimestre record di Tim Brasil, che ha incrementato l'utile del 116% a circa 134 milioni di euro. Per Telecom Argentina l'utile dei primi nove mesi registra un +39% a circa 312 milioni di euro.

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