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Telecom, a Vivendi 3 poltrone in cda

MILANO.
Vivendi cede il 5,8% alla Borsa di Parigi dopo che il ceo Arnaud de Puyfontaine ha annunciato per il 2016 e 2017 un’intensa campagna acquisti nel campo dei contenuti media e delle piattaforme distributive. Gli investitori sono dunque preoccupati da come verrà utilizzata la grande liquidità, circa 10 miliardi di dollari, che Vivendi ha in pancia e che ha raccolto vendendo società di tlc come Maroc Telecom, Sfr e Gvt in Brasile.
I fondi Usa che hanno in portafoglio più del 50% della società francese vogliono strategie chiare
Con una parte di questa liquidità, circa 2 miliardi, Vivendi ha però acquistato azioni Telecom Italia fino ad arrivare al 20%, quota che verrà diluita al 14% con la conversione delle azioni di risparmio se questa verrà approvata dall’assemblea. E un altro miliardo verrà sicuramente speso per tornare al 20%, visto che il cda di Vivendi ha già approvato di voler stabilizzarsi su questo livello. Inoltre, secondo indiscrezioni attendibili, Vivendi proporrà nella stessa assemblea la nomina di due o tre propri consiglieri nel consiglio di Telecom che dunque lieviterà a 15-16 membri dagli attuali 13, ma senza toccare il management e gli attuali rappresentanti. Un modo per segnalare, da parte di Vivendi, l’interesse industriale e di lungo periodo per l’azienda italiana e per differenziarsi da Xavier Niel che al momento ha acquistato solo opzioni e quindi ha una posizione speculativa sul titolo Telecom. Vivendi, dunque, ha intenzione di “mettere la faccia” sull’investimento itaiano, anche perchè ha promesso al premier Matteo Renzi massicci investimenti per lo sviluppo della banda larga nel paese. Ma le divisioni all’interno del cda Telecom non hanno permesso al momento di far decollare l’accordo con Metroweb e la decisione di far entrare uomini Vivendi in cda risponde anche all’esigenza di toccare con mano quali sono le incomprensioni che impediscono di prendere alcune decisioni strategiche. Inoltre, i consiglieri in quota Vivendi avranno modo di giudicare da vicino e mettere alla prova l’operato del management il cui mandato scade nel 2017 e che a quel punto dovrà essere riconfermato o meno.
Con questa mossa Vivendi spera di fare chiarezza nella sua strategia italiana e fugare i dubbi sollevati da alcuni investitori, come i grandi fondi americani che possiedono più del 50% del capitale della società francese. Vivendi vuole reinventare una storia di crescita della società basata sullo sviluppo di tutti i contenuti media, cercando di giocare la partita a livello globale. Un esempio è rappresentato dalla recente acquisizione della società di giochi Gameloft, dopo che era uscita da questo settore. Ora, sotto la guida di Bollorè, il cda di Vivendi ritiene strategico essere nel mercato dei giochi che vale 100 miliardi di dollari a livello mondiale. E in un prossimo futuro non ci si dovrà sorprendere se Vivendi entrerà anche nel settore dei film, delle serie tv, degli Over the top. Sviluppando contenuti da distribuire attraverso le piattaforme di proprietà, come Canal Plus e Telecom, o con cui ha accordi commerciali, come Telefonica.
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