Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Telecom, 15 mila a rischio col piano Enel»

Bari e Cagliari (e altre 222 città). Come annunciato da Matteo Renzi, presidente del Consiglio, alla vigilia di Pasqua. Il progetto di un piano da 2,5 miliardi di euro per la rete in fibra ottica ultra-veloce dell’Enel (co-finanziato da investitori privati, tra cui fondi infrastrutturali) — che verrà svelato oggi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi — suscita più di qualche malumore tra i sindacati delle telecomunicazioni per le possibile ricadute sociali. E trova come osservatore interessato anche Telecom Italia, che rischia di dover ripensare la composizione della sua forza lavoro e, per questo, lascia trapelare qualche perplessità sulle garanzie occupazionali di circa 15 mila addetti (la metà di quelli che impiega sull’infrastruttura). Gli interrogativi dei confederali sono diventati in questi giorni sempre più stringenti. A innescarli proprio la sortita del premier che ha tirato in ballo due città non «a fallimento di mercato», come si usa dire per le aree logisticamente più complicate da raggiungere (fino all’ultimo miglio, cioè nelle nostre case). Quelle in cui gli investimenti degli operatori (Telecom Italia, Fastweb, Vodafone e ora Enel) sarebbero impossibili senza un’adeguata compartecipazione pubblica. Le stesse per le quali è atteso il via libera dell’Unione Europea per i bandi di gara del ministero dello Sviluppo in accordo con le regioni. Dossier al quale sta lavorando il sottosegretario Antonello Giacomelli.

Bari e Cagliari sono già parzialmente cablate da Telecom Italia e l’ingresso di Enel, sfruttando la sua capillare rete di contatori elettrici, finisce per andare in concorrenza con Telecom Italia. Secondo Vito Vitale, segretario di Fistel Cisl, «il governo ha dato il via libera all’operazione fibra senza interrogarsi sul futuro della rete di Telecom, isolando uno dei maggiori gruppi industriali e condannandolo al declino». L’atto d’accusa è condiviso da Salvo Ugliarolo, segretario di Uilcom, che parla di «creazione di una struttura di rete parallela, targata Enel, che potrebbe generare rischi occupazionali». Simile il commento di Michele Azzola, segretario Slc Cigl, che denuncia la confusione del governo nella gestione del piano per la rete ultra-veloce «con continui cambi di direzione» e ora un’aperta contrapposizione tra un’operatore privatizzato (Enel) controllato però da un azionista pubblico (il ministero del Tesoro) e un altro privato, modello public company, ma a conduzione francese (Vivendi è primo socio e ha appena indirizzato il cambio alla guida favorendo l’avvicendamento tra Marco Patuano e Flavio Cattaneo). L’ipotesi di una riduzione di taglia della forza lavoro di Telecom non è ancora allo studio. Ma è certo che sarà uno dei temi con cui si dovrà confrontare Flavio Cattaneo, che s’insedierà al timone del gruppo il prossimo 12 aprile. Ciò che sembra tuttavia già delinearsi è l’intenzione dell’amministratore delegato di ridurre complessivamente i costi di struttura di Telecom e ha già fatto sapere le sue intenzioni alla prima linea che incontrerà oggi. Una sforbiciata che parte dalle consulenze esterne, per arrivare fino agli sconti nei contratti applicati alla clientela, alle spese per le trasferte di dirigenti e quadri, per dare così un taglio a tutti i centri di costo. È chiaro che gli interrogativi investono anche la forza lavoro. L’ingresso di Enel (che oggi annuncerà due accordi commerciali con Vodafone e Wind, clienti di Telecom Italia) soprattutto nelle aree A e B del Paese (quelle più remunerative) potrebbe sparigliare in un settore in cui sono necessari altissimi investimenti per ridurre l’impatto della cosiddetta «banda stretta». il divario tra l’Italia e gli altri Paesi europei per la capillarità della rete ultra-veloce. Telecom, ad esempio, nei prossimi 3 anni ha messo sul piatto 12 miliardi.

Fabio Savelli

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa