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Telco apre al cambio di governance

I grandi soci italiani di Telco aprono alle modifiche sulla governance di Telecom Italia, partendo dal rafforzamento della disciplina su parti correlate che sarà discussa nel consiglio di amministrazione in calendario il prossimo 16 gennaio. Tutto questo mentre la speculazione si sgonfia sul titolo del gruppo tlc, ieri al palo, e Telefonica, primo socio di Telco a cui fa capo il 22,4% di Telecom italia, fa sapere di essere estranea a operazioni che riguardano una possibile offerta sugli asset brasiliani della società guidata da Marco Patuano.
Telecom cauta in Borsa
Ieri le azioni del gruppo tlc hanno chiuso invariate dopo che per gran parte delle contrattazioni hanno segnato una performance negativa. L’andamento in Borsa è stato largamente influenzato dalla nota diffusa ieri da Telefonica che, dietro richiesta della Consob, ha escluso coinvolgimenti in qualsiasi operazione sulla controllata carioca. Telefonica ha fatto sapere che «non commenta» le indiscrezioni secondo cui il gruppo spagnolo starebbe studiando l’acquisto di Tim Brasil attraverso un veicolo societario, per poi dividere le attività tra i tre attori principali nel mercato brasiliano: America Movil, Oi Telemar e Vivo (gruppo Telefonica). In un comunicato emesso ieri mattina, il gruppo di Cesar Alierta ha chiarito di «non essere parte di tale veicolo» e di «non avere dettagli su questa potenziale operazione da rivelare al pubblico per una valutazione da parte del mercato». Allo stesso modo, sempre su richiesta dell’autorità italiana, Telefonica ha spiegato di «non aver avuto alcun contatto con il Cade (l’Antitrust brasiliano, ndr) riguardo a questa potenziale operazione e che tutti i contatti recenti dei legali e dei rappresentanti di Telefonica con il Cade si inseriscono nel contesto di commentare le decisioni di quest’ultimo (in merito alla multa da 15 milioni di reais per aver violato gli accordi con l’incremento della quota in Telco e possibili restrizioni nell’acquisto dell’intera quota detenuta in Vivo, ndr), compresi gli aspetti generali del mercato brasiliano e delle telecomunicazioni internazionali». Il calendario per il rispetto delle condizioni e degli obblighi imposti dal Cade è un’informazione «confidenziale e riservata, e quindi, non siamo autorizzati a divulgare al pubblico», ha sottolineato Telefonica. Infine, il gruppo spagnolo «tiene a ribadire al mercato che, in linea alla sua politica, non commenta voci o speculazioni della stampa o di altro tipo».
Il consiglio del 16 gennaio
In attesa che il quadro si chiarisca, il mercato guarda ora al consiglio di amministrazione in agenda la prossima settimana, il 16 gennaio. I consiglieri indipendenti di Telecom sottoporranno a quella riunione una mozione che, se approvata, imporrà di considerare le offerte sul Brasile, da qualsiasi parte provengano, come operazioni con parti correlate «di maggiore rilevanza». La proposta trova la condivisione dell’a.d Marco Patuano, che intende mantenere fede all’impegno preso con gli azionisti di migliorare la governance di Telecom, dopo l’ultima assemblea di fine dicembre. Ma secondo quanto trapela negli ambienti finanziari, anche i soci italiani di Telco, rappresentati da Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo sarebbero favorevoli a modifiche che vadano a migliorare la governance di Telecom Italia. Inclusa, dunque, la proposta specifica degli indipendenti per tutelare maggiormente il gruppo dalle operazioni con parti correlate, soprattutto quelle che coinvolgono il futuro degli asset brasiliani.
Se la mozione dovesse passare, infatti, toccherà a un comitato costituito da soli consiglieri indipendenti, con l’assistenza di un proprio advisor, valutare preliminarmente qualsiasi offerta sul Brasile e solo in caso di giudizio positivo la proposta potrà arrivare in un secondo tempo sul tavolo del consiglio di amministrazione di Telecom Italia.

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