Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

I tedeschi di Bayer all’offensiva puntano l’americana Monsanto

L’inventore dell’aspirina comprerà il monopolio delle sementi Ogm? Il mondo dell’agroindustria e quello di Big Pharma sono in agitazione. Bloomberg News ieri ha lanciato quest’anticipazione: il colosso tedesco Bayer starebbe per intraprendere una scalata all’americana Monsanto. E’ anche un bel match Germania-Stati Uniti, con due multinazionali simbolo. E una terza forse in agguato: anche un’altra casa farmaceutica tedesca, la Basf, starebbe studiando da vicino il dossier Monsanto. Quest’ultima per ora respinge sdegnata, e se gli scalatori escono allo scoperto l’operazione sarebbe di natura ostile.
Big Pharma più gli Ogm, c’è di che scatenare i movimenti ambientalisti e salutisti, che già da anni considerano la Monsanto alla stregua del demonio. Su queste colonne più volte si sono scontrate due voci rappresentative: l’attivista indiana Vandana Shiva da me intervistata per il partito anti-Ogm, la scienziata e senatrice Elena Cattaneo per la tesi opposta in difesa degli Ogm. Ma a prescindere da questo dibattito sugli effetti sulla salute, Monsanto è comunque accusata d’altro: in molti paesi emergenti il suo quasi monopolio sulle sementi costa caro agli agricoltori.
Nonostante l’enorme visibilità di Monsanto per gli attivisti del mondo intero, la Bayer è due volte più grande: vale 90 miliardi di dollari in Borsa, mentre la sua preda ha una capitalizzazione di 43 miliardi di dollari. Un boccone grosso, comunque. Se la scalata sarà confermata, verrà ad aggiungersi ad una serie di fusioni e concentrazioni recenti. Il settore che va dalla chimica alla farmaceutica all’agro-chimica, ha visto di recente due operazioni colossali. C’è la fusione da 130 miliardi tra Dow Chemical e DuPont. E c’è l’Opa da 43 miliardi lanciata dalla China National Chemical Corp. per un altro produttore di pesticidi agricoli, la svizzera Syngenta. Quest’ultima operazione, per via dei cinesi, preoccupa perfino l’Amministrazione Obama e il Congresso di Washington che la stanno esaminando sotto il profilo della sicurezza nazionale. Su tutte queste operazioni non si è concluso l’esame di varie autorità antitrust.
L’agro-business è il centro d’interesse su cui gravita l’ultima possibile scalata. Bayer non ha solo inventato l’aspirina, produce anche insetticidi per agricoltori, sementi per il mais e per la canna da zucchero. La Monsanto, basata a Saint Louis, a sua volta aveva tentato di comprare la Syngenta ma è stata battuta dall’offerta cinese e si è ritirata dalla gara. Dietro la febbre delle acquisizioni c’è una situazione critica. Da quando è iniziato il rallentamento della crescita cinese, che ha innescato una crisi in molte nazioni emergenti, tutto il mercato delle materie prime agricole attraversa una fase depressa. Dal mais alla soia quasi tutti i prezzi sono calati per tre anni consecutivi. Questo si riflette anche sulla domanda di prodotti per l’agricoltura come sementi e fertilizzanti. Il gigantismo e gli accorpamenti nascono quindi da una necessità di consolidare, ridurre la concorrenza, e tagliare i costi. L’unione tra attività farmaceutiche e produzioni legate all’agricoltura, tende anche a ridurre la vulnerabilità al ciclo delle materie prime, tipicamente soggetto a boom e crolli.
Nel match America-Germania, non ha invece una particolare importanza la questione degli Ogm. Com’è noto, su questo terreno le normative sono diverse negli Stati Uniti e nell’Unione europea; non a caso si è deciso di scorporare tutto il dossier dal trattato Ttip sulle nuove liberalizzazioni transatlantiche. Ma in molte aree del mondo gli Ogm sono considerati benefici per l’agricoltura. E la stessa Bayer che deve fronteggiare le resistenze dei consumatori tedeschi, di recente ha annunciato il lancio di nuove sementi di soia geneticamente modificate sul mercato brasiliano, proprio per contrastare il dominio della Monsanto. La divisione della Bayer che fa ricerca legata alle scienze dell’agricoltura, fattura 10,4 miliardi di euro all’anno. I titoli di Monsanto ieri hanno subito un’impennata fino al +12% dopo le voci della scalata.

Federico Rampini

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa