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«Tecno-Sabatini» in accelerazione

Alle quasi 2mila imprese che a marzo, il primo mese per presentare la domanda, hanno prenotato il contributo, ad aprile si sono aggiunte altre 3mila aziende con un aumento di oltre il 50 per cento. Ancora più significativa la performance segnata dagli importi prenotati, che nel mese scorso hanno complessivamente raggiunto quota 63 milioni di euro contro i 36 di marzo: un incremento secco del 75 per cento.
Per le Pmi è più facile percorrere la via del rinnovamento di macchinari e attrezzature, grazie al sostegno di provvedimenti come la “Nuova Sabatini”. Senza ovviamente dimenticare che gli effetti salutari di questa agevolazione si possono cumulare, con i necessari prerequisiti, al super e all’iperammortamento. Un’iniezione di fiducia verso un futuro più competitivo, spinti dalla necessità di restare agganciati all’inarrestabile treno dell’innovazione continua e con la voglia di recuperare il tempo perso nell’ultimo decennio, quando il solo pensiero di rinnovare il parco dei beni strumentali trovava una serie di incagli, dal calo a due cifre delle vendite al credit crunch e all’assenza di incentivi e bonus. Ma ora la situazione è migliorata, come dimostra il flusso di richieste, sostenuto, che stanno arrivando al Mise per sfruttare la “tecno-Sabatini”.
Per quanto riguarda i finanziamenti alle Pmi di banche e intermediari finanziari come, per esempio, le società di leasing, ad aprile si è arrivati a un totale di 726 milioni contro i 468 del mese precedente con un balzo di poco superiore al 50 per cento. Si assottiglia così il plafond disponibile, che prevede per quest’anno uno stanziamento complessivo di quasi 944 milioni.
In ottica di Industria 4.0 un quinto dei fondi è destinato agli investimenti in tecnologie digitali e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. In questo ambito sono già stati allocati contributi per circa 22 milioni, il 17% del prenotato. È quanto emerge dai dati, aggiornati ad aprile, forniti dal ministero dello Sviluppo economico, che conta in tutto 6.582 domande presentate, mentre i contributi prenotati superano i 130 milioni.
Segnali confortanti, che rafforzano lo scatto in avanti della fiducia delle imprese e il ritorno della domanda interna di macchine utensili che, secondo i dati diffusi giovedì scorso da Ucimu-Sistemi per produrre (vedi Il Sole 24 Ore del 28 aprile), nel primo trimestre ha visto un brillante +22 per cento.
Il bazooka della “tecno-Sabatini” è stato caricato dalla Finanziaria 2017 con un piano di rifinanziamento che complessivamente raggiunge i 560 milioni al 2023. Agli ulteriori 28 milioni di euro resi disponibili quest’anno si sommano gli 84 milioni per il 2018, i 112 milioni per ciascuno degli anni dal 2019 al 2021, gli 84 milioni per il 2022 e i 28 milioni per il 2023. Una visione di lungo periodo che aiuta le imprese a pianificare gli investimenti.

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