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Technogym in Borsa a maggio

È iniziata a Londra la nuova avventura di Nerio Alessandri. Quella che porterà la sua Technogym allo sbarco al listino principale della Borsa italiana la prima settimana di maggio. Ieri l’imprenditore della società di attrezzature per palestre e per il wellness — come ama definirla Alessandri — hanno dato il via nella City al roadshow e agli incontri con gli investitori istituzionali, che proseguirà a Parigi, Francoforte, Zurigo e si concluderà giovedì 28 negli Stati Uniti, tra Boston e New York, dove la futura matricola raccoglie il 15% dei 512 milioni di ricavi.

A fianco di Alessandri c’è la squadra dei coordinatori globali dell’offerta, Mediobanca, JP Morgan, Goldman Sachs più l’ex banker di Piazzetta Cuccia, Maurizio Cereda, nelle vesti di consulente. La società, radici a Cesena e il 90% dei ricavi all’estero, non ha dovuto aspettare il nulla osta della Consob alla quotazione e al prospetto — atteso tra domani e dopo — per comunicare il prezzo per azione dell’offerta pubblica di vendita (opv) in quanto l’operazione è indirizzata solo a istituzionali e non sollecita quindi il pubblico. Il valore per azione comunicato si colloca in un range indicativo tra 3 e 3,75 euro per azione. Come dire che la capitalizzazione futura di Technogym si collocherebbe tra 600 e 750 milioni. In vendita vail 28,75% del capitale, inclusa la greenshoe. Lo metterà a disposizione Arle capital, l’ex Candover, che aveva investito 400 milioni per salire al 40% (rimarrà con l’11,25% e incassa 215 milioni).

Era il 2008, poco prima del crac Lehman e del crollo dei mercati. Da allora i parametri per valutare le aziende sono cambiati. Technogym però da allora di strada ne ha fatta tanta. È un po’ digital company che strizza l’occhio a Apple e Google. E un po’ azienda fiore all’occhiello della meccanica hi-tech che ha molte delle sue radici più forti proprio in Emilia-Romagna. Nerio e il fratello Pierluigi Alessandri avevano promesso di crescere nella tecnologia e nelle app. Anche per richiamare il pubblico (e i sottoscrittori) negli Usa. Così hanno comprato pochi giorni fa la maggioranza della danese Exerp, specializzata nello sviluppo di software che incrocia i big data di clienti, operatori di fitness club, mondo medico e assicurazioni. Al mercato gli imprenditori stanno spiegando che l’azienda comprerà ancora (86,7 milioni l’ebitda, +10%) e c’è spazio per creare nuovo valore attorno al marchio che sarà protagonista anche delle Olimpiadi a Rio, in qualità di fornitore esclusivo per la preparazione atletica.

Daniela Polizzi

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