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Taxi, blocco a oltranza degli irriducibili

E cinque. Se non ci saranno sorprese, anche oggi Roma e Milano si sveglieranno senza un taxi in circolazione, a parte qualche temerario inseguito dalle minacce e dagli insulti dei colleghi. Stalli vuoti, servizi navetta dagli aeroporti, turisti sbigottiti e “uberisti” scatenati: ieri è stato il quarto giorno consecutivo di protesta, e quasi tutte le auto bianche sono rimaste in parcheggio.
I tassisti combattono l’emendamento Lanzillotta al decreto Milleproroghe: temono apra la strada al dilagare di Uber e dei suoi fratelli, le App che minacciano un reddito dimezzato dalla crisi, rinviando per l’ennesima volta di un intero anno l’entrata in vigore di una legge del 2008. Una legge già bocciata dall’Antitrust e dall’Autorità di regolazione dei trasporti perché troppo punitiva per gli Ncc, il noleggio con conducente.
Lo sciopero è illegale, non è stato convocato secondo le regole di un servizio pubblico garantito, ed è sotto ispezione del Garante. Tuttavia la protesta è durissima, e «sabato notte un tassista ha denunciato alla polizia di essere stato aggredito in stazione Centrale a Milano da parte di due colleghi dopo aver fatto scendere un cliente», dice il presidente dei radiotaxi italiani, Loreno Bittarelli: «Tutti leoni da tastiera, purtroppo: questa protesta è sbagliata nei modi — continua — e chi la alimenta sui social media è un irresponsabile».
Il governo, dice il viceministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, ha «ribadito disponibilità a trovare un percorso che regolamenti la materia. Abbiamo risposto all’appello a sederci attorno a un tavolo, e faccio appello a chi prosegue nella protesta prima dell’incontro: assicurate il servizio».
«L’incontro di domani con il ministro dei Trasporti Graziano Delrio — spiega Bittarelli — apre un tavolo in cui trovare un accordo con gli Ncc e una via per arginare l’abusivismo che danneggia entrambi». «È un momento cruciale — dice Nicola Di Giacobbe, coordinatore nazionale di Unica Filt-Cgil — e il governo deve assumersi la responsabilità di superare il danno provocato dall’emendamento trovando il giusto equilibrio tra il mondo dei taxi e quello del noleggio. Poi c’è questione delle App tecnologiche di alcune multinazionali, che stanno deregolamentando il sistema: se il governo dà garanzie su modi e tempi, sono sicuro che i taxi torneranno nelle strade».
Per ora, nelle strade ci sono i tassisti a piedi: domani si sono dati appuntamento davanti a Montecitorio per «un mega sit-in» davanti alla Camera, mentre l’emendamento Lanzillotta sarà in aula per un’approvazione scontata. Nel frattempo, al tavolo con il ministro Delrio si gioca la partita decisiva: il risultato sarà discusso in un’assemblea nazionale di tutte le sigle, convocata mercoledì nell’auditorium del “3570” a Roma.

Paolo G. Brera

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