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Tax credit al turismo via web

In arrivo il tax credit per il turismo digitale. Con il riconoscimento alle imprese turistiche (esercizi ricettivi, agenzie di viaggio e tour operator) per gli anni 2014, 2015 e 2016 di un credito di imposta del 30% dei costi sostenuti per investimenti nella digitalizzazione dell’offerta. Potranno essere dedotte dalle imprese turistiche spese per l’acquisto di siti e portali web e la loro ottimizzazione per i sistemi di comunicazione mobile, di programmi per automatizzare i servizi di prenotazione e vendita online di servizi e pernottamenti, di servizi di comunicazione e marketing digitale, di spazi pubblicitari su piattaforme web specializzate, di progettazione, realizzazione e promozione digitale di proposte di offerta innovativa in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità e di impianti wi-fi. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. L’agevolazione è concessa a ciascuna impresa fino all’importo massimo complessivo di 12.500 euro nei tre anni d’imposta. Queste alcune delle novità contenute nel decreto attuativo del ministero dei beni culturali già firmato dal ministro Dario Franceschini sul credito d’imposta per la digitalizzazione delle imprese turistiche di cui ItaliaOggi anticipa i contenuti. Il decreto è attuativo dell’articolo 9 del decreto legge 31 maggio 2014 n. 83 convertito nella legge 29 luglio 2014 n. 106 (cd. art bonus).

Soggetti beneficiari. Sono beneficiari del credito d’imposta le strutture alberghiere aperte al pubblico ed è composta da non meno di sette camere per il pernottamento degli ospiti. Sono ricomprese tra le strutture alberghiere anche i villaggi hotel, gli alberghi diffusi, le residenze turistico-alberghiere, i marina resort, i condhotel e gli alberghi. Tra di esse rientrano anche le strutture extra alberghiere e cioè affittacamere, ostelli per la gioventù, case per ferie, bed and breakfast, rifugi montani e case e appartamenti per vacanze. Sono inoltre beneficiari del credito d’imposta sia le agenzie di viaggio sia l’esercizio turistico aggregato (esercitato con la forma giuridica del consorzio e della rete d’impresa).

Procedure d’accesso alle agevolazioni. Dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello dell’effettuazione delle spese, le imprese interessate presentano al ministero dei beni culturali un apposita domanda per il riconoscimento del credito d’imposta secondo modalità telematiche che verranno definite in un prossimo decreto beni culturali. Nella domanda, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa, dovrà essere specificato: il costo complessivo degli investimenti e l’ammontare totale delle spese, l’attestazione di effettività delle spese sostenute e il credito d’imposta spettante. Le imprese devono contestualmente alla domanda presentare al ministero dei beni culturali una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà relativa al altri aiuti «de minimis» eventualmente fruiti durante l’esercizio finanziario.

Assegnazione risorse. Le risorse sono assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Entro sessanta giorni dal termine finale di presentazione delle domande, il ministero dei beni culturali pubblica sul proprio sito internet l’elenco delle domande ammesse alle agevolazioni. Il ministero, comunica, con le stesse modalità, l’ammontare delle risorse utilizzate nonché di quelle che saranno prevedibilmente disponibili per l’anno successivo.

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