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Tax compliance contromano

La Corte dei conti boccia la strategia fiscale di governo e Agenzia delle entrate. Gli strumenti legislativi e operativi messi in campo negli ultimi 18 mesi per contrastare l’evasione e stimolare la compliance non vanno nella direzione auspicata dai magistrati contabili: dal 730 precompilato al futuro regime di fatturazione elettronica tra privati, dalla riforma delle sanzioni amministrative e penali tributarie alla nuova tornata di rateizzazioni con Equitalia per i contribuenti già decaduti. I rilievi sono contenuti nella deliberazione n. 19/2015/G, depositata il 30 dicembre scorso ma resa nota solo ieri, che ha per oggetto gli esiti del controllo eseguito nel 2014 sulla gestione delle amministrazioni dello stato.

La delibera n. 17/2014/G, redatta dai consiglieri Massimo Romano (ex direttore delle Entrate) e Diodoro Valente, si era occupata dell’azione di verifica dell’amministrazione finanziaria sui contribuenti, formulando poi alcune raccomandazioni rivolte soprattutto agli organi legislativi e di governo. Sei i punti essenziali sollevati dai magistrati contabili nel novembre 2014: 1) adozione di strumenti informatici e telematici per favorire la naturale emersione di base imponibile; 2) attribuzione all’amministrazione di un ruolo non solo repressivo, ma anche persuasivo e collaborativo nella fase dell’adempimento; 3) revisione tecnica dell’Iva, allo scopo di contenere l’evasione di massa; 4) riequilibrio del rapporto tra la numerosità dei controlli che gli uffici sono in grado di operare e l’entità delle sanzioni applicabili in caso di irregolarità; 5) riscossione più efficace; 6) maggiore deterrenza al penale tributario.

Ora, alla luce dell’attuazione della delega fiscale e di una manovra di Stabilità 2015 (legge n. 190/2014) che ha proposto misure nuove nel rapporto fisco-contribuente, la Corte conti ritorna sui singoli punti per un «tagliando» agli interventi adottati.

L’introduzione dello split payment, l’ampliamento del reverse charge e la messa a disposizione del contribuente di informazioni già in possesso del fisco, al fine di incentivarlo a correggere spontaneamente eventuali omissioni, «corrispondono, in qualche misura, alle raccomandazioni formulate nella relazione», si legge nel documento pubblicato ieri. Critiche piuttosto marcate, invece, riguardano il nuovo ravvedimento «senza limiti», la rimodulazione delle sanzioni tributarie e il nuovo round di rateazioni con Equitalia per i contribuenti già decaduti nei due anni precedenti al dlgs n. 159/2015 (si veda tabella in pagina). Non vengono risparmiati nemmeno il 730 precompilato (il quale «non sembra aver finora recato particolari benefici ai contribuenti interessati») e il nuovo regime di fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi che scatterà dal prossimo anno. In questo caso a finire nel mirino è la facoltatività, dato che l’obbligatorietà si avrà soltanto «nel caso, in verità marginale, dei corrispettivi realizzati attraverso distributori automatici».

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