Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tav, altri 135 milioni ai Comuni

di Giorgio Santilli

Oltre ai 200 milioni statali già previsti negli accordi Governo-Regione Piemonte per la realizzazione del passante di Torino, ci saranno altri 135 milioni di euro in favore dei Comuni attraversati dalla Torino-Lione per «opere compensative sul territorio». È la novità più rilevante che emerge dal lungo documento che la presidenza del Consiglio ha pubblicato ieri sul proprio sito a difesa delle scelte sulla Torino-Lione.

L'importo delle opere compensative, mai calcolato esplicitamente finora, corrisponde al 5% dei 2,7 miliardi di costi che l'Italia dovrà sopportare per la realizzazione del progetto low cost della tratta. Conferma quindi che il Governo intende ribadire straordinariamente per la Torino-Lione il tetto del 5% ridotto nel frattempo dalle norme di legge. La quantificazione di 135 milioni conferma anche quanto appariva già implicito nelle scelte contenute nel trattato italo-francese dello scorso gennaio: il Governo intende andare avanti con il solo progetto low cost, che riguarda sostanzialmente la tratta internazionale con il tunnel di base, e con le opere del passante ferroviario torinese.

A cosa potranno servire i 135 milioni di compensazioni non è chiaro. Difficilmente la questione sarà affrontata dal Cipe di oggi che invece destinerà 20 milioni per il finanziamento del collegamento della ferrovia Torino-Ceres con il passante ferroviario di Torino in corrispondenza della stazione di Rebaudengo. Si tratta di una prima tranche di una totale di 203,75 milioni di euro che lo Stato metterà a disposizione dell'opera. L'altra parte sarà finanziata dalla Regioni: inizialmente doveva trattarsi di 100 milioni ma l'ipotesi che viene portata oggi al comitato interministeriale prevede l'incremento a 142 milioni.

È probabile che nel Cipe e in Consiglio dei ministri si affronti il tema della Torino-Lione in senso più ampio. Una relazione tecnica è prevista dal ministero delle Infrastrutture, che ricorderà le novità contenute nel trattato italo-francese e l'iter per approvarlo: entro due o tre settimane, il Governo dovrebbe essere in grado di presentare alle Camere il disegno di legge di ratifica del trattato.

Probabile che un'altra relazione sia svolta dalla presidenza del Consiglio, per voce del sottosegretario Antonio Catricalà o forse direttamente del presidente del Consiglio. Monti potrebbe tornare anche sulla necessità di «democratizzare» le procedure di approvazione dei progetti sul territorio sul modello del débat public francese, ma è del tutto improbabile che si vari già oggi un provvedimento che vada in questo senso. Anche perché il ministero delle Infrastrutture ha appena avviato un confronto a largo raggio per dar vita a una legge delega di 6-7 articoli che riformi radicalmente e organicamente sia la legge obiettivo (relativa alle grandi opere strategiche) che il codice degli appalti (relativo alla generalità dei lavori pubblici). Il viceministro Mario Ciaccia oggi incontrerà i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e delle tre fondazioni politiche (Astrid, Italiadecide, Respublica) che hanno stilato le "89 proposte" oggi alla base della discussione.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa