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I tassisti domani di nuovo in piazza

Il fatidico mese è scaduto. Sono passati trenta giorni da quando il ministro Delrio ha promesso ai tassisti, inferociti con Uber, una riforma del settore del trasporto. Questo pomeriggio alle 17 le sigle di categoria saranno al ministero per sentire gli interventi che il governo intende mettere sul tavolo. Con la minaccia dello sciopero proclamato da gran parte delle categorie per domani, una nuova paralisi delle città che il ministero proverà in extremis a disinnescare.
Qualche documento da mostrare il governo ce l’ha. Il primo, pronto, è un decreto interministeriale di contrasto agli abusi. Il documento dovrebbe fare chiarezza sulla “territorialità” degli Ncc, gli operatori di noleggio con conducente a cui la legge del 1992 impone di ricevere la prenotazione in rimessa. Il loro servizio non dovrà più scattare dal Comune che ha rilasciato la licenza, ma potrà partire da tutto il territorio regionale. E alle Regioni toccherà pure definire su quali aree all’esterno dei sui confini gli Ncc potranno sostare. Gli autisti poi avranno facoltà di operare anche in territori diversi, a patto di possedervi una rimessa. Allargamento che non piacerà ai tassisti, a cui però verranno garantiti maggiori controlli e punizioni più severe per i trasgressori.
La seconda concessione alle auto bianche è la disponibilità a modificare la delega di riforma del settore contenuta nel decreto Concorrenza, ora al Senato. i tassisti chiedono di esplicitare la distinzione tra taxi e Ncc, e di depennare i riferimenti alla promozione della concorrenza e alle piattaforme web. I relatori non intendono tornare sul primo punto, ma sono aperti sul secondo.
Quel testo è il mandato a cui il governo dovrà attenersi per la riforma complessiva del settore. E sono anche i principi del futuro intervento, pure se generici, che il vice ministro Riccardo Nencini presenterà oggi. Ieri al ministero è arrivata Uber, che sulla scia dell’Antitrust ha difeso i benefici di una apertura. Mettere gli Ncc in concorrenza con i tassisti, magari compensando questi ultimi per la svalutazione delle loro licenze. Una novità che le permetterebbe di portare in Italia i suoi servizi low cost come X e Pool.
Impossibile che il governo si spinga così avanti. Come detto parte dei vincoli territoriali degli Ncc cadranno, ma il numero di licenze dovrebbe restare limitato. Per le piattaforme tecnologiche dovrebbe poi essere creato un registro, con maggiori obblighi assicurativi e di controllo. Ipotesi che però avranno bisogno di altre settimane e incontri con le parti per essere definite.
Difficile basti per convincere i tassisti a revocare lo sciopero di domani. La sindaca di Roma Virginia Raggi, che un mese fa era scesa in piazza durante la mobilitazione non autorizzata delle auto bianche, ieri ha fatto appello al loro «senso di responsabilità». Ma la categoria, che non è neppure riuscita a elaborare una proposta da portare al tavolo, è spaccatissima. Uri, una delle sigle maggiori, non aderisce alla mobilitazione. Molte altre, da Unica Cgil ai sindacati di base, mostrano il pugno duro. E di Uber non vogliono neanche sentir parlare.

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