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Tassi negativi, istituti in fuga dalla Bce

Banche in fuga dalla Bce: i depositi a un giorno crollano, non sono più convenienti. Ed è il primo, considerevole effetto dei tassi negativi decisi dal presidente Mario Draghi nei giorni scorsi proprio per scoraggiare e disincentivare il parcheggio della liquidità presso l’Eurotower. Quei soldi — ecco lo scopo ultimo — sono indispensabili per stimolare la ripresa che in Europa resta «più debole delle attese», secondo l’analisi di questi esperti e per di più accompagnata da una disoccupazione tuttora «elevata». L’ultimo dato disponibile quantifica la liquidità nella cosiddetta «deposit facility» ad appena 13,6 miliardi, il minimo dal 2011, con un calo di ben 25 miliardi allo scattare del provvedimento.

Così, mentre Draghi discute anche di questo in un colloquio riservato con il Cancelliere tedesco Angela Merkel, il ministro italiano dell’economia, Pier Carlo Padoan chiede alle banche di «aproffittare» delle nuove misure della Bce e della relativa calma sui mercati «per dare una nuova spinta» all’economia.
Perché la crescita — spiega — «non si materializza con la bacchetta magica» e perché l’Europa, e a maggior ragione l’Italia, tuttora gravata dal Moloch del suo debito pubblico, è «a un bivio tra vivacchiare e crescere». Ribatte subito il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli: «Il sistema creditizio è già attivo».
Anzi, è il settore «che è più avanti nella spinta per investimenti a favore della ripresa».
Comunque sia, il ministro annuncia a breve un pacchetto di misure ad hoc del governo per sostenere l’economia. E la Bce, nel suo consueto Bollettino, non manca di ricordare quanto sia urgente per l’Italia ridurre il debito, ormai catalogato dagli economisti Eurotower come «una priorità», specie adesso che il paese è riuscito a realizzare «una correzione sostanziale» del suo deficit. Di più: qualora fosse necessario continuare a fronteggiare ancora i rischi connessi con la bassa inflazione, la Bce non esiterà a studiare e attuare nuovi interventi.
Nell’attesa, il Tesoro fa il pieno con i Btp: tutti venduti gli 8,5 miliardi di Buoni offerti in asta con il tasso dei triennali a un nuovo minimo storico dello 0,89% e una domanda ben sostenuta. In flessione anche i tassi dei Btp a 7 e 30 anni pure collocati sul mercato.
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