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Tassi in caduta libera è caccia al rendimento azioni sorvegliate speciali in lista c’è anche l’Italia

La prudenza rischia di essere una cattiva consigliera nell’attuale contesto di mercato caratterizzato dai tassi ai minimi storici. Se per molti anni è stato sufficiente selezionare un ridotto numero di investimenti obbligazionari per garantirsi soddisfacenti entrate nel medio-lungo termine, senza i patemi d’animo che di solito caratterizzano le altre asset class, oggi questo traguardo non è più raggiungibile. Né c’è da pensare che lo scenario possa cambiare a breve. Le analisi dell’Ocse sottolineano che, nonostante alcuni paesi stiano cominciando a risalire la china, lo stesso non può dirsi per la zona euro nel suo complesso, che sta rallentando nuovamente. Complici l’alta disoccupazione e il basso livello di inflazione. In questo scenario prende sempre più corpo l’ipotesi che la Banca centrale europea lanci un programma di “quantitative easing” (acquisto di bond sul mercato), sulla scia dell’esempio di Usa e Giappone, per allontanare lo spettro della deflazione. Insomma, uno scenario che lascia pensare a rendimenti molto contenuti per il settore obbligazionario ancora per diverso tempo. «Storicamente i risparmiatori italiani, più di altri, hanno da sempre privilegiato le obbligazioni, e in particolare i titoli di stato italiani», ha sottolineato Andrea Viganò, country head di BlackRock per l’Italia, nel corso di una conferenza organizzata dalla società americana a Milano. Anche perché se con questa soluzione fino a pochi anni fa si riuscivano a portare a casa rendimenti attorno al 6-7%, sottolinea l’esperto, oggi in un ambiente di bassi tassi «i livelli di rendimento del reddito fisso sono in media meno della metà di quelli precrisi ». Uno scenario che richiede dunque un cambio di rotta rispetto al passato in cui privilegiare «un approccio più dinamico e diversificato sia per la componente obbligazionaria, che per quella multiasset », ha spiegato Bruno Rovelli, head of investment advisory di BlackRock Italia. In particolare, considerato che l’euro dovrebbe rimanere debole «l’asset class equity rimane più interessante di quella obbligazionaria», ha aggiunto. A livello generale, secondo l’esperto, nel prossimo biennio l’attività economica europea dovrebbe tornare a un segno leggermente positivo, e in questo quadro anche l’Italia non dovrebbe fare eccezione, nonostante il ritardo in termini di competitività rispetto al resto d’Europa. In questo scenario, è la convinzione di Rovelli, «i dividendi offerti dalle società sono decisamente più attraenti rispetto ai tassi garantiti dalle obbligazioni corporate». Così l’equity si propone come alternativa ai bond non solo sul fronte dei rendimenti assoluti, ma anche per quei risparmiatori che guardano in primo luogo alla possibilità di incassare una cedola periodica, utile ad esempio a consentire il pagamento di rate, bollette o altre scadenze relative a impegni presi nel passato. La convinzione di Blackrock è che occorra privilegiare i mercati che trattano a sconto, come l’Asia (reduce da una fase di incertezza, conseguente ai timori di rallentamento della crescita in Cina), o quelli che sono rimasti più indietro in termini di ciclo di espansione degli utili, come l’Europa. Inclusa l’Italia, paese che «solo adesso sta entrando nella fase delle riforme strutturali», ha osservato Rovelli. BlackRock dedica infatti alle società tricolore il 10% del portafoglio dell’European Equity Income Fund, una posizione in sovrappeso rispetto alle medie storiche. Un’iniezione di fiducia per Piazza Affari, che nelle ultime settimane era uscita dal mirino di altri grandi investitori internazionali, ormai sfiduciati sulla possibilità di una svolta congiunturale a breve nel nostro paese. Blackrock considera invece poco attraenti i Btp, considerato che «oggi i rendimenti sono molto più bassi rispetto a quelli dei Treasuries e dei bond australiani, e manca anche il sostegno della valuta». Il riferimento è alla situazione dell’euro, che secondo gli esperti potrebbe perdere ancora quota nei confronti del dollaro, riflettendo così sia il diverso ritmo di crescita tra i due continenti, sia il differente approccio delle banche centrali, con la Bce intenzionata a proseguire ancora a lungo sulla strada delle politiche monetarie accomodanti e la Fed che comincia a prendere in considerazione l’aumento dei tassi. Nell’analisi di Rovelli vi sono anche ragioni che vanno al di là della congiuntura e riguardano cambiamenti strutturali, come quelli legati alla demografia, a cominciare dalla necessità di soddisfare le esigenze di reddito determinate dall’allungamento della speranza di vita e dall’aumento dell’età pensionabile. Questo è vero in particolare per l’Italia, dove i risparmiatori si trovano da anni a dover fronteggiare un mix fatto di crisi, precarietà del mondo del lavoro e momento della pensione che si fa sempre più lontano, determinando così l’esigenza di crearsi una rendita alternativa attraverso una maggiore diversificazione di portafoglio. Oltre all’impegno a seguire con costanza l’evoluzione del mercato, in modo da essere pronti a rivedere il proprio mix di investimenti in caso di necessità. L’euro, secondo gli esperti, potrebbe perdere ancora quota nei confronti del dollaro, riflettendo così il differente approccio delle banche centrali

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