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Tassi giù sui Btp, corre la Borsa

Non solo i Bot. Anche l’asta dei Btp per quasi 6 miliardi di euro, ieri, ha registrato rendimenti in calo ai livelli di due anni fa, prima della bufera sui debiti sovrani: i titoli quinquennali sono stati aggiudicati ad un tasso del 3,23%, lo 0,57% in meno del collocamento precedente, mentre quelli a dieci anni del 4,45%, lo 0,47% in meno di fine ottobre. Sul secondario poi è proseguita la riduzione dello spread tra i titoli decennali italiani e tedeschi, che si è chiuso a 319 punti base dopo aver toccato un minimo di 308 che aveva fatto immaginare un miglioramento ben più ampio. In ogni caso la progressione nel restringimento dello spread ha sostenuto le quotazioni dei titoli bancari che hanno trainato Piazza Affari, la migliore delle piazze europee con un guadagno del 2,81%. A condizionare l’andamento positivo dei listini europei, sulla scia di Wall Street, sono state comunque le notizie provenienti dagli Usa. In particolare l’ottimismo espresso mercoledì sera dal presidente Barak Obama sul raggiungimento entro dicembre dell’accordo tra Repubblicani e Democratici sul fiscal cliff, cioè il «precipizio di bilancio» fatto di un mix di tagli di spesa e aumenti di tasse che dovrebbe entrare in vigore automaticamente il primo gennaio provocando un effetto restrittivo sull’economia americana e mondiale. Quell’economia che per ora negli Stati Uniti cresce a ritmi che l’Europa può solo sognare: il Pil (Prodotto interno lordo) del terzo trimestre è salito del 2,7% dal 2% del secondo trimestre. Gli analisti però puntavano su qualcosa di più e lamentano l’indebolimento della crescita dei consumi. Quanto al fiscal cliff, l’ottimismo di Obama non sembra aver avuto finora riscontri concreti nei colloqui tra la Casa Bianca e il Congresso. Insomma segnali positivi ma non univoci e netti. Così come non lo sono quelli che pure in Europa sembrano aver placato le tensioni sui debiti sovrani: mentre si attendono i dettagli del piano per la ricapitalizzazione delle banche spagnole, sull’esito finale dell’accordo sugli aiuti alla Grecia restano ancora perplessità anche se ieri l’euro è tornato ad apprezzarsi proprio sull’onda delle notizie di un possibile rollover, cioè un allungamento delle scadenze, dei titoli greci nei portafogli delle banche centrali che, riducendo l’ammontare dei fondi da erogare ad Atene, aumenterebbe le possibilità di accettazione dell’intero pacchetto da parte dei Parlamenti europei.
In ogni caso, la discesa dello spread e i risultati delle aste confermano che è migliorato il clima nei confronti dell’Italia, pur con la cautela dovuta all’incertezza delle prossime elezioni politiche, e che sono tornati ad acquistare titoli gli investitori esteri. In dicembre l’ammontare dei titoli in scadenza sarà particolarmente elevato (61 miliardi di euro) ma è previsto per questo ultimo mese del 2012 un forte avanzo di cassa del Tesoro. Nel 2013 invece le scadenze di titoli a medio e lungo termine saranno di ammontare inferiore rispetto al 2012: 155 miliardi contro 192. Nel quadro economico spicca la salita in Europa dell’indice di fiducia delle imprese ed in Italia quello delle manufatturiere, del commercio e dei servizi di mercato. Peggiora invece — facendo scendere l’indice composito ai livelli minimi del 2009 — l’indice delle aziende di costruzione.

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