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“Tassi fermi o ancora più giù finché la ripresa non si consolida”

La ripresa nell’Eurozona è iniziata ma è ancora troppo debole, i rischi restano troppo alti, così come altissima rimane la disoccupazione giovanile e artificialmente bassi sono i tassi dei bund tedeschi. A ciò si aggiungono minacce geopolitiche come la tragedia siriana e i rischi di stabilità politica nel Vecchio continente (allusione implicita all’Italia). Per tutte queste ragioni la Banca centrale europea (Bce), il cui consiglio direttivo si è tenuto ieri qui a Francoforte, ha deciso di lasciare invariati i tassi al minimo storico. «E la politica accomodante continuerà finché sarà necessario», ha detto il presidente Mario Draghi annunciando le decisioni. «I tassi resteranno a lungo allo 0,5% o livelli più bassi ancora». Secca sconfitta dunque per i falchi della Bundesbank, il cui presidente Jens Weidmann in uno scontro sempre più aspro con Draghi continua a insistere per un rialzo dei tassi. La scelta è stata salutata dalle Borse europee con cauti guadagni. Nelle stesse ore il comunicato del G20 (ilvertice dei venti massimi paesi industrializzati in corso a San Pietroburgo) ha confermato l’analisi di Draghi: «La ripresa è ancora troppo debole e per l’economia mondiale restano ancora molti rischi. Bisogna sostenere ripresa e occupazione con misure più concrete, come la spesa in infrastrutture e la formazione professionale ». E quasi a conferma sono arrivati gli ultimi dati tedeschi, con un calo degli ordini all’industria superiore al previsto.
«Restano rischi al ribasso per la crescita in Eurolandia mentre in Germania da almeno 3 anni i tassi dei bund sono artificialmente bassi», ha sottolineato Mario Draghi alludendo a quanto Berlino guadagni sull’eurocrisi risparmiando in interessi sul debito. L’austerità pesa ancora inmolti Paesi, con conseguenze negative per crediti, investimenti e occupazione soprattutto giovanile. E ora c’è il pericolo di aumenti delle materie prime a causa delle nuove tensioni geopolitiche, ha aggiunto, menzionando esplicitamente la crisi siriana. Mentre sul rischio di una crisi politica a Roma ha risposto: «non commento, non mi esprimo, e capirete perché».
A questo punto Draghi ha anche reso noto che nella riunione del consiglio si è discusso persino di un’ipotesi di taglio dei tassi: «la ripresa è troppo acerba per escludere simili discussioni». E al presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che aveva chiesto di discutere sulla sua proposta di una prossima stretta monetaria contro l’inflazione e in difesa dei risparmiatori tedeschi, Draghi ha replicato: «Abbiamo uno sguardo attento alla liquidità presente nel sistema finanziario dell’Eurozona, liquidità che per noi è adeguata, ma siamo pronti a intervenire in qualsiasi momento ». Infine, un appello ai governi a non abbassare la guardia nell’azione di risanamento delle finanze pubbliche.
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