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Tassi e inflazione, persi 500 euro

ROMA — Detassare una mensilità di stipendio prima dell’estate; ripristinare il recupero automatico del fiscal drag, cioè delle maggiori imposte pagate per colpa dell’inflazione; applicare il principio del federalismo fiscale sull’invarianza di gettito, per cui se aumenta il prelievo locale deve essere alleggerito quello centrale. Sono le tre proposte del segretario della Cgil, Susanna Camusso, per dare una risposta immediata alla crisi del potere d’acquisto delle retribuzioni (due punti in meno rispetto all’inflazione nel periodo 2007-2013) documentata nel rapporto Ires-Cer su fisco e salari presentato ieri dalla stessa Camusso, da Fulvio Fammoni e da Salvatore Tutino.
La detassazione di una mensilità, aggiunge la leader della Cgil, può essere decisa anche da un governo in ordinaria amministrazione come quello Monti, perché si tratterebbe solo di dare attuazione a una legge del 1992 (la 438 che già correggeva in senso restrittivo la 154 del 1989) che dispone il parziale recupero del fiscal drag, legge poi disattesa. La Cgil aveva già proposto al presidente del Consiglio, Mario Monti, di detassare le tredicesime , ma inutilmente. Ora Camusso torna alla carica, con l’obiettivo di mettere qualche soldo in più nelle buste paga dei lavoratori che quest’anno hanno qualche problema in più ad organizzarsi le ferie.
Un atto dovuto, secondo la sindacalista, perché nel 2013 il fiscal drag si mangerà in media 315 euro di tasse per un lavoratore single e 420 per uno con carichi familiari. Questo avverrà perché l’aumento nominale dei salari fa salire i redditi, facendoli ricadere negli scaglioni di aliquota superiore, anche se gli stessi stipendi crescono meno dell’inflazione. Se il recupero automatico del fiscal drag fosse garantito, sottolinea la Cgil, il contribuente non verserebbe queste somme al fisco, e potrebbe invece spenderle in consumi, rilanciando l’economia. Ad aggravare la situazione ci sono poi le addizionali Irpef regionali e comunali, col risultato che tra il 2007 e il 2013 i contribuenti single, tra fiscal drag e aumento delle imposte locali non compensato da una riduzione dell’Irpef nazionale, hanno pagato 500 euro in più mentre quelli con carichi familiari oltre 600 euro in più. Secondo Camusso, anche il rispetto dell’invarianza del prelievo complessivo potrebbe essere garantito dal governo Monti «semplicemente applicando le norme esistenti».
Al futuro governo spetterà invece, dice il segretario della Cgil, «una riforma del fisco strutturale che faccia pesare il prelievo meno sui soliti noti, lavoratori dipendenti, pensionati e consumatori, e più sulle voci patrimoniali finora meno tassate di come dovrebbero essere». Intanto, per trovare le risorse per restituire sotto forma di una tantum il fiscal drag attraverso la detassazione di una mensilità, si potrebbe usare il gettito della lotta all’evasione, continua la Cgil. Camusso ha quindi osservato che l’aumento delle entrate di cui si vanta il governo in presenza di un’economia in recessione è dovuto anche al fiscal drag. In sei anni (2008-2013) il drenaggio fiscale ha portato 10 miliardi nelle casse del fisco, secondo il rapporto. Un prelievo improprio cui bisogna metter fine, afferma la Cgil.

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