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Tassi e Btp, l’esame dei mercati

di Marika de Feo

FRANCOFORTE — La scorsa settimana il differenziale tra Btp e Bund tedeschi aveva toccato il massimo di 402 punti. Segno che il mercato continua a vedere con grande tensione il quadro sull'Italia. E anche oggi fiato sospeso in attesa della decisione sul pacchetto anticrisi prevista per dopodomani dal summit del Consiglio europeo di Bruxelles. Ancora difficile valutare se le Borse valori si lasceranno trascinare dall'ottimismo di un'intesa vicina fra Parigi e Berlino, come era avvenuto venerdì scorso, dopo che ieri il vertice europeo a Bruxelles si è chiuso con un messaggio di speranza del presidente Nicolas Sarkozy riguardo a «un accordo molto ampio» in vista fra Parigi e Berlino, in grado di «calmare la crisi». E, come avvenuto già venerdì, una spinta ai listini potrebbe provenire anche dalla conferma che le ricapitalizzazioni delle banche si prospettano dell'ordine di «solo» un centinaio di miliardi, invece dei 250 e oltre paventati da Fmi e dalle banche d'affari anglosassoni nelle ultime settimane. Mentre dall'altra sponda dell'Atlantico c'è grande speranza di un terzo intervento espansivo di stimolo da parte della Fed americana nell'incontro dell'1-2 di novembre, anche se dati recenti proverebbero che i fondamentali della crescita negli Usa si stanno rivelando migliori del previsto. Ma gli occhi dei mercati saranno puntati soprattutto sull'obbligazionario, con l'Italia tornata al centro dell'attenzione, dopo le insistenze di Berlino e Parigi sull'abbattimento del debito e sull'attuazione delle riforme. Misure considerate urgenti e necessarie, per risolvere anche la crisi greca e l'effetto leva del fondo salva Stati Efsf (European financial stability facility). Infatti, a questo proposito, ad esempio, il quotidiano «Financial Times» si era chiesto se, nel caso di un allargamento del contagio all'Italia, l'Efsf avrà abbastanza denaro per prevenire un assalto al mercato del debito italiano da 1.900 miliardi di euro. L'andamento dei differenziali (spread) nei prossimi giorni dipenderà anche dall'urgenza con cui il governo italiano risponderà ai timori degli operatori economici. Finora la Banca centrale europea ha fatto di tutto, fin dall'8 di agosto, per arginare i sospetti di un contagio dei mercati. E anche venerdì, dopo un ennesimo intervento di acquisto di bond italiani, era riuscita a riportare lo spread fra i titoli decennali italiani e i bund tedeschi sotto i 380 punti, dal massimo di 408 toccato in mattinata. Quando aveva oltrepassato il record di 402 punti base del giorno precedente. Oggi si saprà anche quanti titoli sovrani ha comprato l'Eurotower settimana scorsa, dopo aver ridotto gli interventi nelle due ultime settimane a circa 2,3 miliardi, dai 22 iniziali dell'8 di agosto, mentre dal maggio 2010 ha acquistato titoli sovrani per complessivi 165 miliardi. D'altra parte, si tratta di provvedimenti straordinari, considerati dalla Bce guidata da Jean-Claude Trichet di natura temporanea e legati al malfunzionamento del mercato. Ma anche molto controversi. Al punto da provocare le dimissioni di due membri del board della Bce. Ora i mercati si chiedono se a partire dall'1 novembre, il neopresidente della Bce Mario Draghi continuerà il programma di aiuto all'Italia anche oltre un eventuale potenziamento del fondo Efsf. O se, gradualmente, presterà più attenzione alla minoranza guidata dal presidente della Bundesbank Jens Weidmann, contraria agli interventi di acquisto dei bond per questioni di azzardo morale e per i rischi di inflazione e di stabilità insisti nelle operazioni.

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