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Tassi dei Btp sotto il 2%, la corsa di Wall Street

Per Wall Street è stato il miglior primo semestre dell’anno dall’epoca della bolla delle dot.com. Dobbiamo infatti risalire di oltre 20 anni, fino al 1997 per vedere rialzi comparabili a quelli della prima metà del 2019, con l’indice S&P500, il cuore della Borsa americana, in volo del +17,3%. Ma anche in Italia, non tanto sul fronte azionario (ieri Ftse Mib piatto, peraltro in rialzo del 15,99% da gennaio) quanto su quello del reddito fisso arrivano notizie insperate. Nel pieno di quella che potrebbe essere una crisi difficilissima per il debito pubblico italino nel caso in cui l’Unione europea decidesse di avviare la procedura di infrazione per debito eccessivo nei confronti dell’Italia, lo spread Btp Bund è calato a 23o punti. Per la prima volta da oltre un anno il rendimento del decennale del Tesoro italiano scivola al di sotto della soglia psicologica del 2%, a quota 1,96% (dal 2,09% della vigilia%.

Sono tanti gli elementi che spingono i mercati verso nuovi massimi e si stanno manifestando inaspettatamente tutti insieme. Ieri a far volare l’indice S&P500 verso un massimo assoluto intraday di 2.977 punti, nuovo picco dai 2.964 punti del 21 giugno scorso, sono state soprattutto le notizie su una tregua nella guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina. Ma alla base del rialzo semestrale, secondo Bloomberg, c’è l’afflusso di oltre 5 mila miliardi di dollari che si è riversato sugli indici statunitensi nel primo semestre del 2019, un flusso che ha permesso di ribaltare le perdite dell’ultimo trimestre del 2018, tra le più pesanti di sempre all’interno di un mercato Toro. Naturalmente la tregua sui dazi tra Cina e Stati Uniti ha messo le ali a tutto il comparto tecnologico. Il Philadelphia semiconductor index ha guadagnato il 3,76%, trainato da Micron che sale del 6,1%. Bene anche Intel (+1,9%), storico fornitore di Huawei. Forte Apple, che avanza del 2,9%. Ma come abbiamo visto sono tutti i listini, anche quelli europei, ad avere ingranato la quarta. L’azionario europeo, nel suo insieme, nel semestre è cresciuto mediamente del 14%. A creare le condizioni per una ulteriore crescita dei listini (e restringimento dello spread Btp Bund), secondo gli analisti, sono essenzialmente le banche centrali. Nell’ultima riunione del Fomc della Fed il presidente Jerome Powell ha aperto alla possibilità di un taglio dei tassi Usa in tempi brevi. Mentre sul fronte europeo Mario Draghi, alla guida della Bce fino al prossimo ottobre, ha recentemente accennato a un possibile nuovo Qe (e ulteriore calo dei tassi) per contrastare la deflazione.

Marco Sabella

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