Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Tassi al minimo se non c’è lavoro»

Per la prima volta la Banca di Inghilterra diffonde delle guidance , cioè anticipa le future decisioni di politica monetaria. E lo fa legandole a doppio filo con la creazione di nuovi posti di lavoro. I tassi di interesse rimarranno al minimo storico, lo 0,50%, fino a che la disoccupazione non scenderà sotto la soglia del 7%, dall’attuale 7,8%. Un’eventualità che nelle stime dello stesso istituto non dovrebbe verificarsi prima del terzo trimestre del 2016. Tre anni di denaro a buon mercato, carburante per l’uscita del Paese dalla crisi: ecco la promessa fatta ieri dal canadese Mark Carney, 48 anni, primo straniero alla guida della Banca di Inghilterra. Ma se di rivoluzione si può parlare, il suo debutto pubblico lo è stato solo a metà. Almeno nell’opinione dei mercati, preoccupati per le incognite lasciate aperte dall’intervento del governatore. Un aumento repentino dei prezzi, ha spiegato, o altri segnali di surriscaldamento dei mercati, potrebbero far scattare in anticipo i tassi verso l’alto.
La cautela, per Carney, era d’obbligo. Appena un mese dopo aver assunto l’incarico, ha fatto digerire un boccone amaro agli ortodossi vertici della Banca di Inghilterra, abituati a una totale indipendenza nelle scelte monetarie. Le guidance la limitano, ma specie con i tassi già ai minimi sono uno degli strumenti più efficaci in mano ai governatori. Il presidente della Fed Ben Bernanke, durante il suo mandato, ne ha fatto ampio uso. E da luglio anche la Banca centrale europea le ha introdotte, con l’annuncio di Mario Draghi che «i tassi nell’eurozona resteranno a lungo allo 0,50%». Ora anche la Banca di Inghilterra si allinea, nel tentativo di dare slancio alla ripresa. Un rimbalzo che si sta rivelando più deciso del previsto, a fine anno il Pil inglese dovrebbe crescere del 2,6%. Ma che secondo Carney resta insufficiente: «Il più lento di tutti i tempi, ancora per un anno non torneremo ai livelli pre-crisi — ha detto — ci sono margini di miglioramento ulteriori, come dimostra l’alto tasso di disoccupazione». Mentre la Fed sta valutando di ridurre gli stimoli monetari, Carney ha quindi confermato che il piano di acquisti di titoli di stato della Banca d’Inghilterra continuerà, e in caso di necessità potrà essere incrementato.
Sui mercati finanziari però la reazione alle sue parole è stata fredda, se non negativa. Ieri la Borsa di Londra ha chiuso in ribasso dell’1,4%, mentre la sterlina è schizzata al massimo da oltre un mese sul dollaro. Colpa delle clausole indicate da Carney, circostanze che spingerebbero la Banca centrale a cambiare strategia, riportando i tassi verso l’alto: un’inflazione che minacciasse di crescere al 2,5% a 18, 24 mesi da oggi, o altri indicatori di instabilità finanziaria, in particolare sul mercato immobiliare. Ma non è neppure escluso, dicono alcuni analisti, che la disoccupazione scenda sotto il 7% prima dei tre anni previsti: un obiettivo al 6,5%, come quello fissato dalla Fed, avrebbe fornito garanzie maggiori. Entusiasmo arriva invece dal governo di David Cameron, visto che l’attivismo di Carney ammorbidirà l’impatto delle sue politiche di austerità: «Così le famiglie di lavoratori che vogliono accendere un mutuo o le società che hanno bisogno di un prestito avranno la certezza che i tassi di interesse rimarranno bassi più a lungo», ha detto il ministro del Tesoro George Osborne.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vogliono trasformare Wall Street nella loro foresta di Sherwood. E per mantenere la promessa di rub...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il cloud sovrano dove migrare i dati informatici della Pubblica amministrazione sarà gestito solo ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se fosse ancora necessario, nelle prossime settimane dal palazzo più importante della giustizia it...

Oggi sulla stampa