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Tasse, tutor per le grandi imprese Un primo taglio agli scontrini

Via libera del governo a tre nuovi decreti di attuazione della delega per la riforma fiscale, l’avvio della fatturazione elettronica tra privati, l’abuso del diritto in campo tributario, senza le modifiche al regime penale che causarono nello scorso dicembre lo stop del provvedimento, ma con dentro il nuovo istituto dell’adempimento collaborativo per le grandi imprese, e le regole per le operazioni fiscali internazionali. 
Un nuovo passo per un fisco diverso, ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al termine del Consiglio dei ministri, sottolineando come l’amministrazione fiscale stia diventando «sempre più un consulente dei contribuenti, e non più solo controllore». E «più amichevole» nei confronti delle imprese.
Il più atteso è quello sull’abuso del diritto in campo tributario, che viene regolato una volta per tutte. Finora i confini tra il lecito e l’abuso, peraltro relativo solo a determinate imposte, sono stati vaghissimi, segnati e modificati di volta in volta dalle sentenze della Cassazione. Ciò ha determinato un abuso dell’abuso, con l’Agenzia delle Entrate pronta a contestarlo in ogni occasione possibile. Ora l’abuso viene generalizzato a tutti i tributi e definito come un comportamento diretto a ottenere esclusivamente un vantaggio fiscale, nel cui caso diventa elusione. Non sarà più un reato penale, ma amministrativo, e l’onere della prova ricadrà sull’amministrazione.
Nel decreto sull’abuso trova posto l’«adesione cooperativa», un nuovo istituto aperto alle imprese con un fatturato di almeno 10 miliardi, che potranno avere l’affiancamento dell’Agenzia delle Entrate sull’applicazione della normativa fiscale. L’adesione cooperativa sarà accessibile anche alle imprese che vogliano fare nuovi investimenti in Italia per almeno 30 milioni di euro e che con un interpello preventivo potranno chiedere all’Agenzia lumi sull’applicazione delle norme, la determinazione delle basi imponibili, il regime del «transfer pricing» e dell’Iva. Il nuovo meccanismo è previsto dal decreto sull’internazionalizzazione, che conferma anche la possibilità di accordi preventivi tra il fisco e le imprese che sbarcano in Italia (ovviamente non «spinti» come quelli che hanno fatto scandalo in Lussemburgo). Tra le norme approvate oggi anche il limite al raddoppio dei termini di accertamento in caso di reati penali, che creava ostacoli alla «voluntary disclosure». Il raddoppio dei termini sarà possibile solo se l’Agenzia avrà notificato il reato alla procura nei termini ordinari (4 o 5 anni) , facendo salvi gli atti già notificati.
Via libera anche alla fattura elettronica tra privati, possibile dal 2017 e preludio al superamento dello scontrino a fini fiscale, che tuttavia non è scontato. Sarà facoltativa e garantirà semplificazioni e vantaggi alle imprese che aderiranno. Meno adempimenti, rimborsi Iva più rapidi e riduzione dei termini di accertamento se si accetterà anche il futuro meccanismo di tracciabilità dei pagamenti.

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