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Tasse, tagli e bonus: il conto della manovra

La legge di Stabilità nella versione definitiva lascia sul terreno vincitori e vinti. Premiate le famiglie dei dipendenti con il bonus di 80 euro, ma anche le imprese che incassano la detassazione dell’Irap sul lavoro (sia pure con qualche ombra), restano però la stretta sull’Iva nelle fatture verso la Pa e le penalizzazioni per i nuovi minimi, con l’ulteriore tetto per chi svolge una doppia attività di lavoro autonomo e dipendente.
«Non siamo perfetti, ma cerchiamo di fare le cose», ha detto venerdì scorso alle agenzie il premier Matteo Renzi, mentre le ore passavano e il testo del maxiemendamento tardava ad arrivare. Se il Governo non è perfetto, che dire della sua legge di Stabilità per il 2015? Manovra che taglia le tasse, manovra che stabilizza il bonus da 80 euro, recita la versione ufficiale. Al di là del giudizio generale – che spesso può essere dato solo a consuntivo, dopo aver misurato l’effetto concreto delle diverse misure – ogni legge di Stabilità ha i suoi vincitori e vinti “del giorno dopo”. Categorie, soggetti, lobby chiamati a fare i conti con maggiori o minori imposte, fondi tagliati o stanziati, regole di favore o restrittive.
Il quadro completo è riportato in queste pagine. Tra i vincitori ci sono sicuramente i beneficiari del bonus da 80 euro, confermato dalla manovra, anche se alla fine sono mancate le risorse per la sua estensione. Accanto a loro ci sono i 330mila beneficiari del bonus bebè, che hanno visto la riduzione della soglia d’accesso a un Isee di 25mila euro rispetto ai 90mila euro di reddito inizialmente previsti.
Le famiglie incassano anche un altro anno con la proroga dei bonus sulle ristrutturazioni edilizie, il risparmio energetico e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici: tutte misure che daranno una boccata d’ossigeno anche a due settori industriali (l’edilizia e l’arredo) già duramente colpiti dalla crisi. Stop, inoltre, ai rincari sul canone Rai e via libera all’Iva agevolata al 4% sugli e-book. Di segno opposto, il cambio d’aliquota per il pellet, che passa (tra le proteste) dal 10 al 22 per cento.
Lascia un po’ l’amaro in bocca, invece, l’applicazione della tassazione ordinaria al Tfr anticipato in busta paga: una misura destinata ad aiutare famiglie in difficoltà o comunque bisognose di denaro, sconta un prelievo pesante (si veda a pagina 5).
Per imprese e autonomi, invece, è decisamente positiva la detassazione dell’Irap sul costo del lavoro, che da anni pesa sulla competitività delle imprese italiane, anche se la decorrenza dal 2015 fa sì che gli effetti di cassa non saranno immediati. Scatterà da subito, invece, l’eliminazione del taglio delle aliquote Irap, introdotto la scorsa primavera. Altra misura destinata a far discutere, losplit payment, per cui – in pratica – i fornitori della Pa saranno pagati al netto dell’Iva.
Rispetto al disegno di legge iniziale, inoltre, non sono arrivate particolari aperture sul regime forfettizzato per gli autonomi e le mini-imprese, destinato a sostituire i minimi dal 2015: restano i limiti di reddito inizialmente previsti – tra cui quello di 15mila euro per i professionisti – e si aggiunge un limite extra per chi, oltre al lavoro autonomo, incassa anche redditi di lavoro dipendente o di pensione.
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