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Tasse, giro di vite sui ritardatari Interessi triplicati da gennaio

Pagare le tasse in ritardo diventa più costoso a partire dal primo gennaio del nuovo anno e il conto sarà più salato anche per chi godrà della nuova pace fiscale. Il tasso degli interessi legali da pagare per il ritardo viene quasi triplicato: passa dallo 0,3% del 2018 allo 0,8% nel 2019. Il nuovo tasso è stato stabilito dal ministero dell’Economia con un decreto a firma Giovanni Tria del 12 dicembre e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 dicembre.

Nell’articolo 1 del decreto, come anticipato dal Sole24Ore, si legge che il ministero dell’Economia e delle Finanze «può modificare» il saggio degli interessi legali «sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno». Così il Mef ha deciso che dopo il rialzo dello scorso anno (dallo 0,1 allo 0,3%) si passi appunto allo 0,8% a partire dal prossimo primo gennaio. «La misura del saggio degli interessi legali di cui all’art. 1284 del codice civile — si legge nel testo — è fissata allo 0,8 per cento in ragione d’anno, con decorrenza dal 1 gennaio 2019». Quindi i ritardatari continueranno a versare un interesse dello 0,3% per i pagamenti effettuati fino a fine anno. Poi l’aumento. Se ad esempio un contribuente dovesse versare l’Imu in ritardo pagherebbe così lo 0,3% fino al 31 dicembre 2018 e poi lo 0,8%. Lo stesso vale per le nuove misure legate alla pace fiscale: la «maggiorazione» dello 0,5% si pagherà nei ritardi per la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione, per la definizione degli atti del procedimento di accertamento e anche per la chiusura delle liti pendenti.

La modifica

Il Mef può modificare il saggio degli interessi legali sulla base dei titoli di Stato e dell’inflazione

Il decreto fiscale approvato il 13 dicembre scorso prevede una sanatoria sugli errori formali, da correggere pagando un forfait di 200 euro per anno d’imposta. Non c’è, invece, il «saldo e stralcio» per le cartelle per i contribuenti in difficoltà. Per chi aderisce alla rottamazione ter, dal 2020 le rate passano da 2 a 4, con importi quindi più bassi, da saldare in 5 anni. Non verranno sanzionati i ritardi nei pagamenti se inferiori ai 5 giorni. Ma se saranno maggiori sarà applicato il nuovo tasso. Ci sarà anche uno sconto del 10%, e la cancellazione di sanzioni e interessi per chiudere quelle liti per cui si è solo presentato ricorso. In caso di vittoria in primo grado, il contribuente potrà invece pagare il 40% del dovuto. In caso di vittoria in secondo grado, il 15%. E in caso di «doppia conforme» si chiude pagando il 5%.

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