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Tasse e festività: le vendite auto calano del 6,8%

Le festività di aprile frenano il mercato europeo dell’auto e dopo un primo trimestre in crescita (+8,4%) le immatricolazioni nell’Unione europea il mese scorso hanno registrato un calo del 6,6%, confermando l’andamento mensile dei principali mercati europei.
I dati elaborati dall’Acea, l’Associazione dei costruttori d’auto europei, evidenziano ad aprile 1.191.034 nuove auto: una frenata che però non compromette le performance del primo quadrimestre dell’anno, quando le immatricolazioni sono state 5.332.854, in crescita del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2016. Se si guarda all’Europa allargata poi – includendo i paesi dell’Efta – il calo è pari al 6,8% e la crescita nei quattro mesi è del 4,5% sull’anno scorso.
Tra le case automobilistiche Volkswagen perde l’8,8% nel mese e scende dal 25,3 al 24,7 di quota di mercato, in calo anche PSA, del 6,4%, e Renault, del 2,6%. Fca fa meglio del mercato, registra immatricolazioni in calo dello 0,8% – dello 0,5% se si considera l’Ue più l’Efta – anche grazie all’exploit di Alfa Romeo sia nel mese che nell’intero quadrimestre, e migliora di mezzo punto la quota di mercato, salendo al 7,3. Guardando ai primi quattro mesi dell’anno comunque le performance di tutte le principali case automobilistiche in Europa restano su un terreno positivo, al netto di Opel.
Una prima lettura da parte del Centro Studi Promotor collega il risultato negativo di aprile alle giornate di festa per la Pasqua – caduta quest’anno ad aprile e non a marzo – oltre che agli aumenti entrati in vigore in Uk per la tassa di circolazione. Una battuta d’arresto che, secondo la maggior parte degli operatori, non frenerà la crescita del mercato attesa per maggio e per i prossimi mesi. Anche se, come sottolinea l’Unrae (l’Associazione che in Italia rappresenta le Case automobilistiche estere), «l’effetto calendario ha influenzato significativamente troppi Paesi per non tenerne conto – dice il direttore generale Romano Valente – ma resta il fatto che l’Europa continua a marciare in territorio positivo e che l’Italia consolida il suo terzo posto tra i cinque Major Markets dietro a Germania e Regno Unito ma davanti a Francia e Spagna».
Il calo delle immatricolazioni nel mese di aprile, in particolare, ha interessato sedici dei ventotto paesi dell’Unione, tra loro i principali mercati per numero di immatricolazioni, e cioé Germania, Regno Unito, Italia, Francia, al netto della Spagna, dove il bilancio di aprile resta positivo con il+1,1% di immatricolazioni. In Germania, in particolare, le immatricolazioni in aprile sono calate dell’8%. Nel Regno Unito la doccia fredda sui dati delle immatricolazioni il mese scorso fa segnare -19,8%, una dinamica condizionata dalla revisione dei meccanismi di calcolo della tassa di circolazione, con un aumento dei contributi da versare e l’esenzione del bollo soltanto per le auto a zero emissioni.
«I cinque principali Paesi europei chiudono comunque positivamente il quadrimestre – sottolinea Aurelio Nervo, responsabile dell’Anfia, l’Associazione delle imprese della filiera automotive – nonostante la flessione di aprile», mentre cresce il contributo al risultato complessivo che arriva dall’area dei nuovi paesi membri dell’Ue: +8,2% nel mese, sottolinea l’Anfia , +15,5% nel cumulato. Guardando al tema della riduzione delle emissioni dei veicoli, al dibattito sulle alimentazioni diesel in calo in alcuni paesi, e al recepimento della Direttiva europea a sostegno dei combustibili alternativi (Dafi), Anfia ribadisce la sua posizione a favore della neutralità tecnologica di qualsiasi provvedimento volto a migliorare la qualità dell’aria.
Nei prossimi mesi, aggiunge poi Romano Valente dell’Unrae, occhi puntati su Uk e Italia: «In Gran Bretagna sarà necessario seguire con attenzione gli sviluppi della nuova tassa di circolazione operativa dal 1° aprile, che, pur premiando le emissioni più basse, potrebbe influenzare le vendite del nuovo. In Italia attenzione all’andamento delle vendite del canale privati che appaiono in calo, a fronte di una robusta crescita dei canali società e noleggio, con Superammortamento e Sabatini che dimostrano di funzionare bene e che meriterebbero di diventare provvedimenti strutturali». Gian Primo Quagliano, responsabile del Centro studi Promotor, si dice convinto del fatto che, «dopo la battuta d’arresto di aprile, la ripresa continuerà, il mercato europeo nel 2017 supererà il massimo ante-crisi del 2007, che fu di 15.573.611 nuove vetture».

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