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Tassara vicina alla firma sul debito

Carlo Tassara vicina all'accordo sul debito con le banche creditrici, in primis UniCredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi e Bpm. Oggi, in prima mattinata, dovrebbe tenersi un nuovo summit tra gli istituti coinvolti nella rimodulazione del debito della holding. Il passaggio potrebbe rivelarsi cruciale per la prossima firma dell'intesa. Come è noto, infatti, una prima bozza di progetto è già stata concordata tra la Tassara e le banche e ormai si tratterebbe di mettere a punto solo gli ultimi dettagli. Aspetti che dovrebbero essere affrontati durante il vertice di oggi e che una volta risolti consentirebbero di dare il via al nuovo piano. Piano che, come affermato ieri a Radiocor dal patron Romain Zaleski, non prevede la partecipazione all'aumento di capitale di Intesa Sanpaolo, di cui Tassara ha il 2,5%. «Mi sembra una buona operazione. Ma noi non la sottoscriviamo. Non ci sono i soldi per farlo» ha dichiarato il finanziere franco-polacco. Non a caso, il piano in fase di studio con le banche, a fronte del prolungamento al 2013 del patto di stand still sul debito, prevede lo smobilizzo delle partecipazioni detenute dalla Carlo Tassara da perfezionarsi secondo regole precise.

Nella prima fase, che termina nel 2012, viene concessa mano libera all'azienda e al management perché vengano valorizzati i pacchetti purché siano rispettate alcune condizioni stabilite dalle banche, sia in termini di prezzo che di tempistica. Ossia a date stabilite la Carlo Tassara, guidata da Pietro Modiano, dovrà rendere conto dei risultati ottenuti e, se questi non saranno in linea con i target prefissati dagli istituti, allora è possibile un aggravio dei tassi sul corposo debito che va rimborsato, 3,1 miliardi. Se poi, al 2012, la Tassara sarà ancora lontana dall'aver valorizzato il portafoglio, a quel punto scatterà prima la fase due e poi la fase tre, ossia il mandato a un soggetto terzo e estraneo perché vengano vendute le partecipazioni non quotate e quindi, se ancora una volta l'esito fosse negativo, l'avvio della dismissione delle quote tramite accelerated book building. In merito va ricordato che la holding ha in cassa le quote in Intesa Sanpaolo (2,5%), Ubi (2%), Mps (2%), Bpm (1,9%), Edison (10%), A2A (2,5%) e Mittel (20%) nonché Eramet (12,7%), per la quale si sta studiando un incremento del flottante che agevolerebbe lo smobilizzo.

Sempre in tema di piano, ci sarà anche una modifica a livello di governance. In particolare, allo stato attuale, è stabilito che le decisioni inerenti le scelte strategiche per il futuro della Carlo Tassara siano prese con una maggioranza di 5/6 del consiglio ma in futuro, come da richiesta delle banche, sarà sufficiente una maggioranza di 4/6.
 

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