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Tassa unica sulla casa, ipotesi Tesoro: detrazioni per tutti, figli compresi

L’ultima mossa del piano Renzi per ridurre le tasse potrebbe essere il ritorno della detrazione nazionale di 200 euro (di 50 euro per ciascun figlio a carico) per la nuova tassa unica sulla casa che riporterà la Tasi nell’Imu e darà vita ad una imposta «revisionata ». Il provvedimento sarà con ogni probabilità un collegato alla legge di Stabilità che sarà varata oggi dal consiglio dei ministri: «E’ una ipotesi molto concreta », ha dichiarato ieri il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti che sta lavorando al progetto. Le ultime riserve saranno sciolte oggi da Palazzo Chigi. A spingere perché il passo venga fatto al più presto, anche la risoluzione della maggioranza al Def che chiede di inserire la revisione della tassazione immobiliare nella legge di Stabilità.

E proprio in merito al Def, ieri al Senato la maggioranza ha vissuto minuti da brivido, con la risoluzione alla nota di variazione al Def che autorizza il rinvio al 2017 del pareggio di bilancio, approvata con il quorum preciso di 161 voti (la maggioranza assoluta dei componenti). Decisivo il voto di un ex grillino, Orillana. E poco meglio è andata con la riso- luzione che impegna il governo a inserire nella legge di stabilità una serie di misure, tra cui la stabilizzazione del bonus fiscale di 80 euro, e l’ecobonus. In questo caso il quorum è stato superato di un solo voto: 162. Sul voto di fiducia per il Jobs Act la maggioranza era stata di 165.
Tornando alla detrazione per la tassa unica sulla casa, la misura arriva proprio mentre 15 milioni di contribuenti sono alle prese con il pagamento (domani è previsto l’acconto Tasi) della tassa sulla casa. L’attuale meccanismo delle detrazioni è piuttosto cervellotico: la Uil servizio politiche territoriali ha calcolato che le detrazioni, attualmente riservate alle autonome decisioni dei Comuni, arrivano a formare fino a 100 mila combinazioni. Di qui la decisione del governo di intervenire anche perché dal 2015 “scade” di fatto la maggiorazione dello 0,8 per cento sulla Tasi che i Municipi possono utilizzare per introdurre le detrazioni e da prossimo anno l’aliquota potrà salire dal tetto dell’1 per mille al 6 per mille. Una sorta di tana libera tutti che lascerebbe ai Comuni mani libere su aliquote e detrazioni, e che il governo vuole scongiurare.
L’idea allo studio è quella di riformare l’intero comparto del- la tassazione della casa che nel solo 2014, secondo dati del Dipartimento delle Finanze, frutterà un gettito di 39 miliardi. Secondo le prime valutazioni l’operazione di “rientro” delle detrazioni centralizzate non dovrebbe comportare aumenti di spesa perché sarebbe assorbita dalla più semplice scalettatura delle aliquote della nuova e unica tassa che somiglierebbe tutto sommato alla vecchia e bistrattata Imu del 2012. Pesante ma più semplice.
Fino a tarda notte i tecnici del Tesoro hanno limato e modificato commi e articoli per una legge di Stabilità che comincia ad assumere dimensioni rilevanti: al treno infatti oltre alla casa, si aggancia l’operazione Tfr in bustapaga che come ha annunciato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Delrio, ha «concrete possibilità» di essere inserita nel provvedimento. Nel piatto anche per il Jobs act: ci sono 1,5 miliardi per i nuovi ammortizzatori sociali.
Sul piano dei saldi la “Stabilità” entra con i 30 miliardi lordi di intervento, recuperati con tagli per circa 13,3 miliardi, deficit per 11,5 e il resto da varie entrate. L’occhio è naturalmente sempre rivolto a Bruxelles dove il disegno di legge sarà inviato contestualmente al Parlamento: la linea del governo resta quella del rinvio del pareggio e di una riduzione del solo 0,1 per cento del Pil. Il capitolo delle misure – oltre a quelle di maggior «grido» rappresentate dal bonus 80 euro, dal taglio Irap (consentirà un risparmio di 850 euro annui per ogni dipendente) e da zero contributi per i neo assunti – prevede aiuti per le famiglie numerose monoreddito e il bonus energia e ristrutturazione.
La legge di Stabilità già accende lo scontro tra le parti sociali cadendo in un clima già abbastanza teso. «Con il taglio dell’Irap si realizza un sogno», ha esclamato il presidente della Confindustria Squinzi. Non ha tardato ad arrivare la replica a Squinzi da parte la segretaria della Cgil Susanna Camusso: «Se il governo Renzi realizza i sogni della Confindustria vuol dire una conferma delle ragioni per manifestare il 25 ottobre ».
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