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Una tassa Ue sulla plastica

Una nuova tassa europea sulla plastica. Questa la proposta, che il prossimo 16 gennaio a Strasburgo, verrà presentata da Günther Oettinger, il commissario per il bilancio dell’Ue, dopo che ieri ha ricevuto il consenso da parte di tutti gli altri commissari Ue. La nuova tassa europea, spiega il commissario, non ha solo un valore ambientale ma servirà anche per colmare il gap dei 12/14 mld di sterline che il Regno Unito lascerà come eredità della Brexit. La nuova tassa sarà messa a bilancio come «nuove risorse finanziarie» e sarà messa a disposizione esclusivamente dell’Ue. Il progetto dell’Unione europea di avere, dunque, maggiori entrate fiscali indipendenti dal contributo dei singoli stati sta iniziando a prendere forma (si veda ItaliaOggi del 28/12/2017). La tassa sulla plastica andrà a colmare il gap Brexit solo in parte. Secondo Oettinger, l’Ue si troverà, infatti, ad affrontare «due problemi principali». «Da una parte il gap relativo alle entrate economiche e dall’altra parte i problemi di spesa». Le minori entrate saranno dovute all’uscita del Regno Unito dall’Ue, mentre i problemi legati alle spese deriveranno dal fatto che il bilancio Ue attuale è stato calibrato in base agli anni precedenti, quando il Regno Unito contribuiva ancora alle spese dell’Unione europea. Per quanto riguarda le risorse provenienti dal Regno Unito, una metà dovrà essere coperta «risparmiando» (sono previsti tagli all’agricoltura) mentre l’altra dovrà essere coperta da una nuova iniezione di denaro. E qui, secondo il piano di Oettinger, che entra in gioco la nuova tassa sulla plastica, riscossa a livello Ue. I dettagli su questa nuova tassa europea non sono ancora conosciuti. Si sta infatti ancora discutendo se questa dovrà ricadere sui consumatori o sui produttori di plastica. Altre entrate proprie dell’Ue dovranno derivare dal Sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Eu Ets). In Questo caso si progetta di convogliare le entrate del Eu Ets all’interno del bilancio Ue in modo che i fondi possano essere usati per i progetti che l’Unione europea ritiene importanti. Oltre a ciò il Commissario propone di aggiungere altri 10 mld di euro per finanziare i progetti relativi al «controllo delle frontiere, alla difesa, alla migrazione, alla sicurezza interna ed esterna» con aumenti stimati del bilancio Ue di circa 16 miliardi.

Giorgia Pacione Di Bello

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