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Tassa Airbnb, la ritenuta è obbligatoria

Gli attori della sharing economy non possono essere sottratti alla funzione di sostituti di imposta. È questa la motivazione principale della sentenza 2207/2019, con la quale ieri il Tar Lazio si è pronunciato sulla «tassa Airbnb», la cedolare secca per le locazioni brevi. Respingendo il ricorso della piattaforma contro le Entrate.
La questione riguarda il regime introdotto per le locazioni brevi dal decreto 50/2017: qui è stato previsto l’obbligo per società come Airbnb di operare una ritenuta del 21% sull’ammontare di canoni e corrispettivi al momento del pagamento. Non solo: chi gestisce il portale telematico deve anche raccogliere e trasmettere i dati relativi ai contratti. Questo obbligo comporta degli adempimenti che, però, Airbnb ha sempre rifiutato, non considerandosi un intermediario. Finora le istanze presentate in via cautelare sono state respinte. Ora si aggiunge una pronuncia di merito.
Per il Tar Lazio, non c’è pericolo di generare un effetto distorsivo a favore degli intermediari che non intervengono nel pagamento delle provvigioni. Questa tendenza «non risulta, sulla base dei dati messi a disposizione del Collegio». Inoltre, l’adempimento non va contro il principio di tutela della concorrenza, perché «laddove i soggetti non residenti e non stabiliti che operano come intermediari fossero stati sottratti al regime imposto invece ai soggetti residenti, ciò si sarebbe tramutato in un illegittimo vantaggio competitivo». Inoltre, è ragionevole che questi adempimenti siano stati posti in capo a soggetti come Airbnb, perché questi «si trovano ad avere la materiale disponibilità di dette somme». E non è possibile sostenere che «lo Stato avrebbe dovuto rinunciare a tale strumento di esazione, che garantisce un gettito sicuro».
Soddisfazione da Federalberghi: «Non ci sono più alibi per chi, da quasi due anni, si prende gioco delle istituzioni». Sulla stessa linea il ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio: «La lotta all’illegalità è prioritaria per il rilancio del turismo». Airbnb annuncia ricorso davanti al Consiglio di Stato.

Giuseppe Latour

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