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Task force per i beni confiscati

di Giorgio Costa

Sempre più nel mirino dei professionisti (dottori commercialisti in primis) la gestione dei beni sottratti alla mafia. Sarà infatti firmato nei prossimi giorni (il testo è già pronto e attende solo la ratifica finale) il protocollo di intesa tra Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
L'esito del protocollo sarà quello per cui l'Agenzia si potrà servire delle competenze dei professionisti per la valutazione, la gestione o l'alienazione dei beni confiscati alla mafia. Una "ricchezza" che al 1° febbraio scorso era a quota 11.982 tra immobili e aziende, con la netta prevalenza della Sicilia (5.221 ) seguita da Campania (1.819), Calabria (1.695 ), Lombardia (1.020) e Puglia (1.009).
Il protocollo punterà con decisione sul miglioramento della formazione dei professionisti per garantire un servizio sempre migliore all'Agenzia. In particolare, potrebbe vedere la luce quanto già previsto dal testo siglato lo scorso anno e che prevedeva la possibilità di creare un elenco di dottori commercialisti pronti a svolgere la funzioni di coadiutori ex articolo 2 sexies, comma 7 della legge 575/1965 come modificato dalla legge 50/2010. «Appena siglato il protocollo faremo girare la notizia a tutti gli Ordini in maniera che i nostri 120mila iscritti possano valutare il loro grado di preparazione ed eventualmente candidarsi a questo ruolo – spiega Felice Ruscetta, consigliere nazionale dei dottori commercialisti delegato alle funzioni giudiziarie – ma quel che conta è che questo non si configurerà come un elenco chiuso ma un contesto in cui si potrà entrare a seguito di adeguato percorso formativo».
In attesa del nuovo protocollo – verrà siglato non appena il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Claudio Siciliotti, e il direttore dell'Agenzia, Giuseppe Caruso, troveranno una data idonea – sta entrando nel vivo l'attività della task force prevista dall'accordo dello scorso anno per l'elaborazione delle linee guida per l'attività degli amministratori giudiziari. Si tratta di un gruppo composto da tre dottori commercialisti, tre rappresentanti dell'Agenzia e due magistrati che concluderà i lavori prima dell'estate a beneficio di coloro che devono svolgere un'attività che presenta importanti specificità rispetto a quella dei curatori fallimentari. «L'importante – sottolinea Ruscetta – è aver istituzionalizzato il ruolo della task force con l'obiettivo di creare professionisti adeguati al ruolo che devono svolgere puntando anche sulla formazione congiunta che deve trarre linfa sia dall'Agenzia sia dall'Ordine».
Tra le altre questioni di cui ci si sta occupando c'è l'elaborazione delle tabelle per la liquidazione dei compensi svolte per attività inerenti alla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. «Attualmente – spiega ancora Ruscetta – i valori di riferimento sono quelli contenuti nella legge del 1965 e poi riadattati dal tribunale di Reggio Calabria. Non sarebbe male che vi fossero tabelle ufficiali e che servissero da parametro omogeneo per tutto il terriorio nazionale».

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