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Tasi, una proroga con beffa

La proroga della Tasi beffa i proprietari di prime case. Nei comuni che non hanno approvato le delibere entro fine maggio (oltre il 70% del totale), la tassa sui servizi locali chiamerà alla cassa i contribuenti il 16 ottobre per l’acconto, indipendentemente dalla tipologia di immobile (abitazione principale o seconde case).

L’emendamento al decreto Irpef (dl 66/2014) presentato martedì sera dal governo, riconduce a unità la disciplina del tributo sdoppiata dal dl Salva Roma-ter. Che, come si ricorderà, nel caso di mancata trasmissione delle aliquote al Mef entro il 23 maggio aveva previsto un doppio binario. Per la Tasi prima casa si prevedeva una rata unica al 16 dicembre, mentre per gli altri immobili si sarebbe dovuto pagare un acconto, entro il 16 giugno, da calcolare applicando l’aliquota di base (1 per mille), rimandando a dicembre il saldo della Tassa sulla base delle scelte definitive dei comuni. L’emendamento approvato dalle commissioni bilancio e finanze del senato riscrive nuovamente le regole rinviando tutto al 16 ottobre. Anche se solo i proprietari di seconde case potranno festeggiare la proroga. Per le abitazioni principali, infatti, la tassazione sarà anticipata di due mesi. L’acconto da versare entro il 16 ottobre dovrà essere calcolato sulla base delle aliquote e delle detrazioni previste dalle delibere che i comuni dovranno inviare entro il 10 settembre al Portale del federalismo fiscale in modo che vengano pubblicate entro il 18 settembre. In caso di mancato invio entro il 10 settembre, l’imposta sarà calcolata sull’aliquota di base e dovrà essere versata in un’unica soluzione entro il 16 dicembre.

L’emendamento rinvia al 2015 l’obbligo a carico dei comuni di inviare ai contribuenti i bollettini Tasi precompilati. Un obbligo a cui il governo Renzi teneva molto in un’ottica di semplificazione, ma che si è subito scontrato con le difficoltà tecniche sollevate dai sindaci. Così, tutto viene rimandato all’anno prossimo allorquando scatterà l’obbligo per i sindaci di assicurare «la massima semplificazione degli adempimenti dei contribuenti». Gli enti avranno due opzioni: rendere disponibili i modelli compilati su richiesta dei contribuenti o procedere autonomamente all’invio dei bollettini. Ma per quest’anno chi vorrà pagare la Tasi col bollettino, approvato con decreto dello scorso 28 maggio, dovrà calcolarsi l’imposta da sé.

Chiarita anche l’applicazione del tributo agli inquilini. Se i comuni non invieranno le delibere entro il 10 settembre, e quindi non quantificheranno la quota di Tasi che deve restare a carico degli occupanti (per legge può oscillare dal 10 al 30%), si applicherà la misura minima (10%). Tale quota andrà calcolata sull’ammontare complessivo del tributo «determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale». In pratica, per capire se la quota a carico dell’inquilino dovrà essere calcolata applicando l’aliquota prevista per la prima o la seconda casa, bisognerà guardare alla condizione del locatore. Se per costui l’immobile dato in affitto ha lo status di prima casa (si pensi all’ipotesi di un proprietario che subaffitta l’appartamento in cui vive) anche i coinquilini pagheranno la Tasi prima casa. Viceversa se l’immobile dato in affitto è un’abitazione secondaria, il conduttore pagherà la stessa tipologia di Tasi.

Per ovviare ai buchi di bilancio nei comuni che non hanno inviato le delibere entro il 23 maggio, l’emendamento autorizza il ministero dell’interno a erogare entro il prossimo 20 giugno un importo pari al 50% del gettito annuo della Tasi calcolato su aliquota base. Lo stanziamento sarà a valere sul Fondo di solidarietà comunale e verrà indicato per ciascun comune con decreto del Mef.

Slitta l’allargamento del bonus Irpef. Per quanto riguarda l’ampliamento della platea di beneficiari del bonus Irpef, il discorso è rimandato alla legge di stabilità 2015. Così hanno deciso le commissioni di palazzo Madama approvando una norma di indirizzo che fissa a due il numero minimo di figli che le famiglie monoreddito dovranno avere per poter ottenere il beneficio. Il rinvio ha creato più di un malumore nella maggioranza, tanto che per evitare sorprese appare scontato il ricorso alla fiducia da parte del governo. Il malcontento è serpeggiato soprattutto tra i senatori di Ncd per i quali l’estensione del bonus di 80 euro (alle famiglie numerose e monoreddito) era diventato un cavallo di battaglia. Il partito di Angelino Alfano ha dovuto incassare un altro rinvio sul potenziamento del taglio all’Irap anch’esso rimandato (se ne parlerà in sede di delega fiscale).

Ulteriori emendamenti approvati. Tra gli emendamenti approvati si segnala: l’estensione agli enti partecipati dagli enti locali (e non solo alle società) della previsione di pagamento dei debiti p.a.; la possibilità per i contribuenti la cui violazione sia antecedente al 22 giugno di chiedere fino a luglio la rateizzazione dei pagamenti dei debiti con Equitalia; la proroga al 15 settembre dei canoni delle concessioni demaniali marittime e lo slittamento al 15 ottobre del riordino della materia; la pubblicazione online dei compensi percepiti dai membri dei cda delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni; la possibilità per le p.a. di recedere dai contratti di locazione. Viene anticipato di tre mesi il piano Cottarelli per il riordino delle società controllate dalle amministrazioni locali. La proposta di modifica fissa la nuova dead line dal 31 ottobre al 31 luglio.

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