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Tasi, ultimi controlli per versare l’acconto

Siamo alle ultime 48 ore per il pagamento dell’acconto Tasi “ritardato” in oltre 5mila Comuni, ed è il caso di fare attenzione alle tante insidie che possono complicare calcoli e pagamento al di fuori dei casi più “ordinari”.
La prima è senza dubbio caratterizzata dagli importi minimi, sotto i quali l’obbligo di pagamento decade. La soglia va riferita all’importo dovuto per tutti gli immobili nel singolo Comune ma la questione riguarda soprattutto gli inquilini, sui quali grava una quota di Tasi compresa fra il 10 e il 30%, e i proprietari di abitazioni principali medio-piccole in Comuni che prevedono detrazioni. La soglia indicata dalla legge è di 12 euro ma i Comuni possono modificarla e, come ha scoperto una rassegna dei regolamenti svolta dal l’Associazione dei geometri fiscalisti (Agefis), un capoluogo su tre ha fatto questa scelta (si veda la tabella nella pagina).
L’abbassamento della soglia è un segno evidente della crisi dei bilanci che spinge i Comuni a non rinunciare nemmeno a piccoli importi ma le modifiche decise dagli enti sono un ulteriore fattore di complicazione per i contribuenti: la soglia minima va cercata non nella delibera che riporta le aliquote ma nel regolamento del tributo. Dopo la «mini-Imu», inoltre, è stato cancellato anche il vecchio importo (30 euro) sotto il quale non era possibile effettuare accertamenti: l’autonomia comunale è assoluta e anche questa soglia va cercata nel regolamento del tributo o nel regolamento generale delle entrate. Per la riscossione, esiste un limite minimo (10 euro) quando viene effettuata a mezzo ruolo da Equitalia, ma non quando è svolta con ingiunzione dal Comune: in ogni caso, sotto certi importi qualsiasi azione diventa antieconomica per l’ente. Per il contribuente, invece, quando gli importi sono leggeri può essere più comodo pagare in soluzione unica a ottobre, barrando sia la casella «acconto» sia quella «saldo» nel modello F24.
Un altro fattore di incertezza è dato dalle detrazioni scaglionate per rendita catastale. In assenza di indicazioni in delibera, la rendita (non aggiornata) da prendere a riferimento è quella dell’abitazione principale più le pertinenze, ma anche per questo aspetto una regola precisa non esiste.

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