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Tasi, spunta l’esenzione per i redditi bassi

Virare le risorse su poveri, incapienti, redditi e pensioni basse. Dare cioè una coloritura “sociale” alla legge di Stabilità. E cancellare così i ridicoli e criticati vantaggi in busta paga, i dieci euro in più al mese per tutti, indistintamente, dal taglio al cuneo fiscale. In Senato, dove l’ex Finanziaria è stata subissata da 3 mila emendamenti, si lavora ormai su questo.
Nel concreto, esentare dalla Tasi (la nuova tassa sulla casa) le famiglie che stentano, magari reintroducendo le detrazioni. Attenuare l’impatto della mancata rivalutazione delle pensioni anche per gli assegni della fascia media (tra i 1.500 e i tremila euro lordi al mese). Prendendo risorse – è la proposta del Pd – dalle pensioni più alte. E soprattutto concentrare sui primi due scaglioni Irpef – fino ai 28 mila euro lordi annui, si ipotizza – i vantaggi di un cuneo fiscale ridotto.Mettendo il prossimo anno nelle tasche di questi lavoratori 200 o 250 euro, in unica soluzione. Per poi salire, fino a 500 euro nel biennio 2015-2016. La chiamano la “logica dei tre scalini”. L’unica in grado di superare quel “vizio di platea” che affligge ora come ora la legge di Stabilità: pochissimi soldi, ma per tutti.
Il premier Letta d’altronde era stato chiaro, incontrando mercoledì i parlamentari Pd: «O facciamo il cuneo o ci concentriamo su povertà, sociale, redditi bassi. Aspettando nuove risorse nel 2014, dal rientro dei capitali dalla Svizzera, per esempio». Il punto di caduta, da trovare con Pdl e Scelta Civica in primis, dipenderà poi anche dal quadro politico generale. Non a caso ieri il ministro pdl Lupi assicurava che «lavoriamo per migliorarla, la legge di Stabilità, non per scaricarvi le nostre tensioni interne». Una sintesi sarà necessaria già da martedì prossimo, quando alle ore 11 la commissione Bilancio di Palazzo Madamainizierà l’esame degli emendamenti. In Senato molti si augurano che nel frattempo la tensione sulla rata di dicembre dell’Imu si spenga. Ma questo accadrà solo dopo aver trovato le risorse per cancellarla in modo definitivo. «La stradadella legge di Stabilità, a quel punto, sarebbe meno accidentata», auspicano. «Ne riparliamo a casa», rispondeva però ieri Letta a Dublino ai cronisti che ne chiedevano conto. Senza dissipare per ora i problemi di copertura, affatto risolti.
La coperta è corta. Lo sanno tutti. Incommissione Bilancio circolano diverse proposte per recuperare qualche denaro in più. Tassando le rendite finanziarie (ipotesi entrata e poi uscita in fretta dalla legge di Stabilità per l’opposizione del Pdl) oppure colpendo giochi e scommesse online. «Se la legge non cambia, nel 2014 ci saranno tre milioni e mezzo di disoccupati», minacciava ieri il segretario della Uil Angeletti. «E se le iniziative di mobilitazione non dovessero essere sufficienti, proseguiremo con la lotta. Non contempliamo la resa». Il problema delle risorse d’altronde è incandescente. In questa fine d’anno e sul filo di un 3% nel rapporto tra deficit e Pil già sforato di 0,1 e “rattoppato” con la manovrina di ottobre, la Ragioneria ha rimandato, ad esempio, il disegno di legge collegato alla Stabilità. Doveva entrare oggi in Consiglio dei ministri. Rimandato. Per problemi di copertura della norma tagliabollette.
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