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Tasi, sconto del 25% per chi affitta

ROMA Il governo è pronto a tagliare i tempi per l’esame della Legge di Stabilità in Senato. Se in Aula, dove il provvedimento dovrebbe arrivare oggi, ci fosse ostruzionismo delle opposizioni, il testo uscito dalla Commissione Bilancio potrebbe essere riassunto in un maxiemendamento dal governo, sul quale chiedere eventualmente il voto di fiducia. L’intenzione dell’esecutivo è quella di ottenere sabato il via libera del Senato alla Legge, che deve ancora affrontare l’esame della Camera.
In Commissione Bilancio a Palazzo Madama, intanto, si continuano a fare piccoli, ma significativi aggiustamenti al testo. Ieri è stata approvato il congedo obbligatorio di due giorni per i papà in occasione della nascita dei figli, sono stati aggiunti fondi alle scuole paritarie, rifinanziato il voucher per le baby-sitter, ma soprattutto decise altre esenzioni a Imu e Tasi sulla prima casa. Non dovranno più pagare il coniuge separato se la prima casa di proprietà è stata assegnata all’altro coniuge, ma neanche le forze dell’ordine, i prefetti, i Vigili del Fuoco che non abitano in case di proprietà. Confermato lo sconto per i proprietari che affittano a canone concordato, non più aliquota ridotta al 4 per mille, ma sconto del 25% su Imu e Tasi dovute. Si prevede l’esenzione Imu- Tasi anche per i figli che ricevono la casa in comodato gratuito dai genitori, e i disabili che ottengono la casa in comodato da un parente. Arriva poi l’imposta di registro ridotta al 2% se i proprietari cedono la prima casa entro un anno dall’acquisto di un secondo immobile.
Salta, invece, la riduzione dell’Iva dal 22 al 10% per il combustibile in pellets, mentre è stata approvata la rateizzazione del canone Rai in dieci rate dal 2016, anche se ci sarebbero dei problemi, visto che le bollette elettriche, tramite le quali dal 2016 si pagherà il canone, sono bimestrali. L’extra gettito del canone servirà per ampliare la fascia degli esenti agli over 75 anni con un reddito massimo di 8 mila euro.
Rivisti al ribasso i tagli a carico dei Caf e dei patronati che passano da 148 a 64 milioni di euro, mentre è stato deciso di spostare il fondo di 500 milioni per i nuovi farmaci contro l’epatite C al di fuori del tetto della spesa farmaceutica territoriale, di fatto svincolandolo dai bilanci delle singole regioni. Il governo, con un emendamento, ha trasferito nel testo della Stabilità il contenuto del decreto salva regioni appena approvato. L’Agenzia delle Entrate, intanto, annuncia che dal 2016 nella precompilata figureranno anche le spese per le università dei figli, quelle funebri, i contributi alla previdenza complementare, la prima rata della detrazione sulle ristrutturazioni edilizie.

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